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e anche la cosa più bella la vive in modo distaccato e freddo. Dovrei quindi parlare del peccato di "accidia", ma preferisco continuare a parlare della conversione.
Conversione è la parola d'ordine della Quaresima. Convertirsi può costare molto per taluni.
Pensiamo, ad esempio, una persona sposata che ha un amante, una persona sposata che non ha la volontà di rimanere fedele al proprio consorte. E' chiaro che può costare molto troncare quella relazione extraconiugale, ma è giusto farlo e va fatto anche se costa.
Il Papa Benedetto XVI ha ricordato, qualche settimana fa, che nel nostro contesto socio-culturale l'adulterio è visto quasi come una cosa normale, è visto quasi con simpatia. E' un grande pericolo, che può portare a situazioni irreparabili sia nella vita familiare che sociale.
La conversione è la possibilità che Dio dà ad ogni credente di "recuperare" la strada giusta.
Anche la parabola del fico la possiamo vedere rivolta a ciascuno di noi: Dio non ha fretta e, soprattutto, non ha bisogno di castigare. Siamo noi che, se non ci convertiamo, creiamo delle situazioni ingestibili per la nostra vita umana e spirituale.
La conversione non è una sorta di richiamo col bastone che Dio ci fà, ma è una possibilità d'amore continuamente aperta purchè la prendiamo sul serio.
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