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Agnello e colomba

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Fede - Informazioni e consigli
lunedì 07 gennaio 2008

Perchè nella simbologia cristiana vengono utilizzati questi due animali?

Per arrivare ad esprimere un concetto si sono da sempre usate immagini simboliche. E questo non solo nell'arte e nella poesia, ma anche nella religione. Molti simboli della nostra religione sono stati presi in prestito dall'Antico Testamento.
Le antiche popolazioni, come i primi cristiani, erano in gran parte dediti alla pastorizia ed al lavoro dei campi. Gli animali del gregge e quelli della corte erano familiari a tutti. Non così oggi; molti bambini non hanno mai visto dal vero una mucca, un'oca, un coniglio, un pavone, una pecora...
Era chiaro per tutti che nessuno più dell'agnello potesse incarnare l'idea di mitezza ed innocenza. Il candore della sua lana, quel suo belare tremolante, sempre alla ricerca della madre ha sempre significato docilità estrema. Per questo motivo era una vittima di eccellenza offerta sugli altari (bianco, senza macchia, nato entro l'anno, come raccomandava la Bibbia). E' stata, guarda caso, l'offerta richiesta espressamente da Dio per il sacrificio nella notte dell'Esodo.
I cristiani hanno ripreso questa simbologia abbinandola al Cristo, "Il giusto per eccellenza" come diceva Isaia. Anche Giovanni il Battista disse, rivolgendosi a Gesù: "Ecco l'agnello di Dio...". E quanto fosse mite lo ha dimostrato nella sua passione, "...come agnello condotto al macello...".

Oltre all'agnello, anche la colomba era riconosciuta come un animale mite ed innocente. Per questo motivo era offerta dalla povera gente per i sacrifici, non potendo comperarsi un agnello. Il Vangelo ricorda che anche San Giuseppe, quando ha portato Gesù bambino al tempio per offrirlo quale primogenito maschio al Signore, ha offerto una coppia di colombe essendo un povero artigiano.
Gli evangelisti utilizzano l'immagine della colomba anche per significare lo Spirito Santo. Nella Genesi si legge che lo Spirito di Dio, ossia la sua forza creatrice, "aleggiava" sulle acque.
Aleggiare significa muoversi nell'aria silenziosamente, elegantemente, rimanendo anche sospesi come le farfalle. Di meglio non hanno saputo trovare gli antichi per illustrare la forza creatrice di Dio, presente, reale ma pure invisibile. La stessa impressione l'ha avuta Giovanni il Battista al momento del battesimo di Gesù, allorchè ha visto aprirsi il cielo e lo Spirito di Dio scendere "come una colomba". Non vuol dire che Giovanni e gli astanti abbiano visto una colomba, ma un soffio è aleggiato su di loro, è passato radente, invisibile ma palpabile, silenzioso come un volo di colomba.
Agnello e colomba sono simboli.
Come la seconda Persona della SS.ma Trinità non è un agnello, così la terza Persona non è una colomba, ma i due animali rendono bene l'idea delle caratteristiche attribuite loro anche a distanza di migliaia di anni.

Mario Girardello


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