La risposta di Mons. Andrea Gemma
Viene da una voce autorevole come quella di Mons. Andrea Gemma, Vescovo emerito di Isernia, la risposta a questa domanda che cela una grande ignoranza latente nella maggior parte dei fedeli per quanto riguarda l'argomento "Esorcismi".
In questa intervista rilasciata dal Vescovo al quotidiano
on line Papanews, diretto da Gianluca Basile, Mons. Guerra toglie questi dubbi chiarendo perchè e percome.
Vi propongo alcuni stralci dell'articolo:
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CITTA’ DEL
VATICANO - I laici possono recitare preghiere di liberazione e veri e propri
esorcismi nei confronti di persone vessate, infestate, ossessionate o possedute
da Satana e dagli Spiriti infernali?
La domanda è d’obbligo in un’epoca in cui all’interno stesso della
Chiesa si crede sempre meno nell’azione ‘perversa e pervertitrice’ (parole del
servo di Dio Paolo VI) del Demonio, tanto che i Vescovi, per primi, negano
l’esistenza del ‘padre della menzogna’ e difficilmente conferiscono il mandato
di esorcista ai sacerdoti delle proprie Diocesi.
Risultato: le vittime del Maligno sono costrette ad affrontare
disperati viaggi della speranza alla ricerca di un prete autorizzato dal
proprio Ordinario che li possa liberare.
Quella del sacerdote esorcista resta la prima scelta, ma come
spiega in esclusiva a ‘Petrus’ il Vescovo emerito di Isernia-Venafro,
Monsignor Andrea Gemma, tra i più grandi e famosi esorcisti d’Europa, anche i laici possono, anzi devono,
esorcizzare i fratelli perseguitati da Satana e dai suoi angeli decaduti.
E’ totalmente priva di fondamento, dunque, l’interpretazione delle
normative vigenti secondo cui solo ai sacerdoti, e per giunta esclusivamente a
quelli delegati dal Vescovo, sarebbe concesso praticare esorcismi. Invece, se
fatti con timore di Dio e in nome di Cristo, invocando l’intercessione della
Madonna e dei Santi che in vita hanno maggiormente lottato con il Demonio, gli
esorcismi e le preghiere di liberazione sono allo stesso modo efficaci pur se
recitati da 'semplici' laici.
“Noto intanto con soddisfazione – dice Monsignor Gemma - che
l’argomento suscita fortunatamente nuovo interesse anche tra il popolo di Dio,
nonostante la carenza della predicazione. Posso assicurare che questo fatto dà
fastidio al Maligno, il quale amerebbe molto più rimanere e operare nell’ombra.
Venendo alla domanda se i laici possano o meno esorcizzare, si
deve rispondere certamente in maniera affermativa, tenendo presente quanto è
scritto nel Vangelo. Quando Gesù invia i settantadue discepoli (cf Mt 10, 1 ss)
- si noti, non solo gli Apostoli -, i discepoli al ritorno dicono al Maestro:
‘Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome’ (Mt 10, 17). Gesù,
poi, prosegue con la celebre affermazione che costituisce una vivida luce sulla
demonologia: ‘Vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore’ (ib 10, 18).
Tutti i battezzati, dunque, sono ‘esorcisti’; io stesso ho ricevuto
pubblicamente il ministero di esorcista quando ero un semplice laico.
Naturalmente, la prudenza della Chiesa ha voluto disciplinare l’esercizio di
questo ministero secondo l’attuale vigente normativa, ma ciò non toglie che
anche i laici possano pregare su una persona per la sua liberazione dagli
spiriti infernali”.
Ma allora,
quando la Chiesa sottolinea che solo il sacerdote autorizzato dal Vescovo può
esorcizzare, cosa intende?
Puntuale arriva il chiarimento di Monsignor Gemma: “Secondo la
vigente normativa solo il presbitero delegato dal Vescovo può pubblicamente -
sottolineo, pubblicamente - compiere gli esorcismi ed attuare gesti come
l’imposizione della stola, delle mani, l’aspersione dell’acqua benedetta,
l’unzione con gli olii sacri -, ma in privato - cioè nel chiuso di una stanza e
non davanti alle folle - ogni battezzato, come detto, può, e deve, ordinare al
Demonio di lasciare in pace un fratello disturbato”.
Accennavamo, prima, ai viaggi della speranza che, in particolare
in Europa, tanti fedeli devono effettuare alla ricerca di un esorcista,
considerato che spesso nelle proprie Diocesi non ve ne sono. Negli ultimi anni,
molti esorcisti, laici e religiosi, per andare incontro alle esigenze delle
vittime del Maligno, hanno iniziato ad esorcizzare anche al telefono. Per
Monsignor Gemma si tratta di un metodo validissimo. “La mia esperienza
quotidiana - afferma, infatti, il prelato - mi dice che l’esorcismo fatto per
via telefonica è immediatamente efficace, come risulta dalle reazioni
dall’altra parte del filo. Del resto, per chi è spirito la distanza locale non
conta; conta la forza della preghiera e l’esorcismo, come ripeto sempre, non è
nient’altro che una preghiera fatta nel nome di Cristo e della Chiesa. Il
demonio si può quindi combattere anche a distanza. Si pensi che il grande Pio
XII esorcizzò Hitler direttamente dal Vaticano, anche se, purtroppo, in quel
caso, senza effetto”. Molti laici, tra cui la gran parte ‘carismatici’, si
frenano nel portare avanti il ministero della liberazione con il timore di
trasgredire ad una norma della Chiesa e di cadere in peccato.
Un’altra leggenda che Monsignor Gemma tiene a sfatare: “Se tutto
avviene in privato, le preghiere di liberazione e anche l’esorcismo imperativo
- quello in latino di Leone XIII può essere un ottimo esempio - non costituisce
alcun peccato. È, anzi, un atto di carità fraterna, di cui posso testimoniare
personalmente l’efficacia”. Un atto di carità che non necessita assolutamente
dell’approvazione o del mandato del Vescovo diocesano. “Come ho già detto -
sottolinea Monsignor Gemma -, non c’è bisogno di alcuna autorizzazione: tutto
proviene dalla forza del Battesimo ricevuto e, quindi, dall’ontologica
appartenenza al Corpo mistico di Cristo”.
Eppure, nei confronti dei laici impegnati nel ministero della
liberazione, c’è scetticismo da parte di alcuni esorcisti di provincia che,
forse gelosi di una prerogativa che pensano sia soltanto loro, invitano i
posseduti dagli spiriti infernali a non fidarsi di chi non è un sacerdote.
“Questi esorcisti sbagliano a comportarsi così. Si può dire che, in parte,
quest’atmosfera è ingiustamente derivata dalla prudenza che la Chiesa ha sempre
dimostrato in una materia tanto delicata. Nella vita dei Santi, tuttavia,
queste precauzioni e questo timore - penso ad esempio a Santa Gemma Galgani -
non hanno avuto ragione di essere. Questi Santi, a cui il Maligno appariva
talvolta addirittura in forme umane o angeliche, ordinavano a Satana di
abbandonare la sua morsa, e siccome lo facevano in nome di Cristo, lui era
costretto a obbedire e ad andarsene. Sono convinto che proprio l’ignoranza
della vita dei Santi costituisce la ragione di tanto diffusa diffidenza e di
tanto eccessiva precauzione verso i laici”.
L’esorcismo
che unanimemente risulta essere quello più efficace è, senza ombra di dubbio,
quello in latino di Leone XIII.
Monsignor Gemma ha già spiegato che si può impiegare
tranquillamente anche da parte dei laici per ottenere la liberazione di persone
possedute dal Demonio. Ma non solo. I laici possono utilizzare tranquillamente
le stesse formule dei sacerdoti esorcisti. “Basta aprire il Rituale in vigore,
che nella sua seconda parte offre una grande varietà di formule; se non sono
immodesto - aggiunge Monsignor Gemma - posso rimandare al mio volume ‘Il
Signore ti libererà’ (ed. Dehoniane)”. Accertato che un laico ha la stessa
facoltà di un sacerdote delegato dal Vescovo, sia pure in privato e non
pubblicamente, cioè nel chiuso di una stanza e non davanti all’assemblea dei
fedeli, di ordinare a Satana e ai suoi angeli decaduti di lasciare il corpo (o
la casa o l’ufficio) di una persona, i poveri posseduti come possono distinguere
una persona seriamente impegnata nel ministero della liberazione da qualche
mago o stregone che dice di esorcizzare solo per denaro o fanatismo? “Io credo
che il posseduto - evidenzia Monsignor Gemma - specie se è in balìa del
Maligno, sappia distinguere immediatamente il vero dal falso esorcista.
Comunque, onde evitare cattive sorprese, bisogna andare con estrema precauzione
nella scelta di chi può ‘esorcizzare’, diffidando sempre da chi, sacerdote o
laico, chiede la corresponsione di danaro. Il
danaro, infatti, è lo sterco del Diavolo e chi esorcizza non può e non deve
accettare assolutamente, in cambio delle sue preghiere e del suo impegno, né
soldi né altri tipi di ricompense”. L’auspicio è che la Chiesa esorti
sempre più i laici ad adoperarsi per i fratelli e le sorelle vittime del
Maligno.
Monsignor Gemma sottoscrive: “I
laici dopo, quello che abbiamo detto, possono supplire, ma solo in qualche
modo, alla carenza di esorcisti; possono
farlo privatamente, come ho spiegato abbondantemente, o riunirsi in gruppi di preghiera con o senza la presidenza di un
ministro sacro; in quest’ultimo caso evitando di compiere pubblicamente gesti
rituali (meno che mai toccare il malato, perché ribadisco che ciò si può
fare in privato ma non davanti all’assemblea dei fedeli) proprio allo scopo di aiutare qualche fratello disturbato dal
Maligno”.
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Mario Girardello
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