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A distanza di secoli l'apparizione di Guadalupe appare come un provvidenziale modo, scelto dal Cielo, per arrivare ad una riconciliazione, ad una fusione tra vincitori e vinti con l'accettazione della religione cristiana.
Juan Diego è un povero indio convertito al cristianesimo. Il mattino del 9 dicembre 1531 si appresta a compiere a piedi i 24 chilometri che lo separano dalla capitale per assistere alla santa Messa e fare con calma le sue devozioni. Ai piedi di una collinetta sente un dolce musica. Arrivato sulla sommità vede una giovane bellissima, dai tratti meticci, che gli comunica essere la sempre Vergine Maria e di desiderare un tempio in suo onore in quel luogo.
Seguono gli andirivieni di Juan tra il vescovo e la Madonna fino al miracolo delle rose fiorite in pieno inverno che convinicono il prelato.
Il mantello che Juan ha usato per raccogliere le rose è conservato nel santuario. Quando lo ha aperto davanti al vescovo, si è scoperto che all'interno era comparsa l'immagine della Madonna, così come l'aveva vista Juan. Studiosi e pittori hanno esaminato l'immagine e sono tutti giunti alla conclusione che non può essere stata dipinta.
Con l'ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, frutto della tecnica recente, una Commissione di scienziati ha evidenziato un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della Santa Vergine impressa sul mantello: sarebbero lo stesso Juan Diego, il Vescovo Juan de Zumárraga e altre persone presenti al momento dell'apertura del mantello per presentare le rose fiorite.
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