Dopo la caduta dell'Impero Romano (6) |
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| Fede - La S. Messa: come è nata, come si articola | |
| mercoledì 18 luglio 2007 | |
La S. Messa nella Roma del 700 d.C.
Sappiamo molto bene come si svolgeva. Ed è la struttura di base della MESSA LATINA fino ai nostri giorni.
Abbiamo i riti di ingresso: - il canto solenne della Scola - la prostrazione silenziosa penitenziale - la litania del Kyrie eleison seguita dal Gloria - il saluto del celebrante - l’Orazione Colletta
- una lettura (l’Apostolo) - il “Graduale” e il canto dell’Alleluia - la processione con il libro del Vangelo e la sua proclamazione.
Il congedo dei catecumeni è ovviamente scomparso. Come purtroppo è già scomparsa la preghiera dei fedeli (forse sostituita dalla litania del Kyrie).
La liturgia eucaristica inizia con la raccolta dei doni per l’eucaristia. Il pane ognuno se lo porta da casa, così pure il vino. Viene portato sull’altare la quantità che può servire per la comunione dei fedeli. Si offrono i doni e si conclude con la preghiera sulle offerte. Segue la grande azione di grazie: il prefazio, il canto del Santo, la preghiera eucaristica.
I riti di comunione comprendono: - il Padre nostro - la preghiera “Liberaci o Signore” - lo scambio della pace - la frazione del pane e la comunione sotto le due specie a tutti i fedeli.
Si conclude con l’orazione e la dimissione (senza la benedizione).
LA MESSA IN EPOCA KAROLINGIA E MEDIEVALE
La celebrazione si impoverisce perché si azzera la “partecipazione” della comunità. Le diverse azioni, prima compiute da Ministri diversi, si concentrano nel sacerdote celebrante che legge tutte le parti della Messa dal suo Messale: - il canto di ingresso - le letture - il salmo responsoriale (graduale) - l’alleluia - il vangelo - la prece eucaristica
Siccome manca la partecipazione corale dell’assemblea, il Sacerdote deve riempire i vuoti celebrativi con una infinità di preghiere personali, di salmi, di richieste di perdono e via dicendo (ai piedi dell’altare, durante l’offertorio, prima della comunione).
Cresce il senso di indegnità e di distacco nei confronti dell’eucaristia. La “visione” dell’Ostia consacrata, che viene elevata in alto dopo la consacrazione, diventa il momento più importante della Messa, e così l’elevazione sostituisce addirittura la comunione, che i fedeli fanno raramente (una volta all’anno, almeno a Pasqua – Conc. Lat. IV° 1215).
La lingua è incomprensibile ormai da secoli, e allora bisogna lavorare di fantasia per attribuire ad ogni momento della messa qualche significato. La Messa diventa l’occasione non più per ascoltare la Parola di Dio e per nutrirsi del Corpo e del Sangue del Signore, ma mezzo per un percorso meditativo, che passa in rassegna le diverse tappe della vita, passione e risurrezione di Gesù.
don Silvio Zonin |
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