Il regalo di Natale
Siamo in un periodo in cui ricordiamo particolarmente con gioia e attenzione un evento fondamentale: l’incarnazione del Figlio di Dio.
Attingo lo spunto per questa breve riflessione dalla lettera agli Ebrei, capitolo 10 versetti dal 5 al 7:
Entrando nel mondo Cristo dice (a Dio):
Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.
Non hai gradito né olocausti
né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: ‘Ecco io vengo
-poiché di me sta scritto nel rotolo del libro-
per fare o Dio la tua volontà’.
1) Innanzitutto è importante sottolineare che l’inviato di Dio, suo Figlio (cf Eb 1, 2-3), attua la salvezza degli uomini entrando nel mondo (Eb 10,5). Non sta, dunque, ‘in cielo’, ma diventa partecipe della nostra stessa storia e della nostra stessa natura:
“Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne
anch’egli ne è divenuto partecipe…” (Eb 2,14a).
Si è fatto del tutto simile a noi, in modo che noi uomini potessimo vivere la salvezza attraverso la relazione con Dio come figli e tra noi come fratelli.
“Egli infatti non si prende cura degli angeli,
ma della stirpe di Abramo si prende cura.
Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli…” (Eb 2,16-17a).
E quei fratelli siamo noi, sei tu, sono io.
È fondamentale accogliere questo annuncio, sapere cioè che Dio è entrato nel mondo –cosa che solo l’onnipotente può fare- per salvare gli uomini.
Non è un Dio staccato, al di sopra della storia degli uomini, al di fuori della loro limitatezza e fragilità. È un Dio dentro, vicino, umanato, più umano degli uomini.
Quanto sbagliano, dunque, quelle persone che pensano a Dio come uno che non può sapere cosa significa essere umani, cosa significa vivere nella storia.
2) E c’è di più, Dio è andato oltre. Poteva entrare nella storia e stare in posti agiati, difeso, vezzeggiato, costantemente adagiato in una ‘morbidezza’ esistenziale che è propria di pochi al mondo: neanche questo, è andato oltre. Viene certo dal casato ‘nobile’ di Davide, perché è da lì che si aspettava il Messia.
Tuttavia la condizione dei suoi genitori è quella di gente povera: ce lo indica Luca nel suo Vangelo (cf Lc 2,22-24): infatti l’offerta delle tortore per riscattare il primogenito era l’offerta dei poveri (cf Lv 5,7; 12,8).
3) Ma non è ancora finita: l’entrare nel mondo da parte del Figlio di Dio va ancora più dentro, ancor più nella situazione concreta degli uomini, dove gli uomini stessi non oserebbero nemmeno entrare se lo potessero, perché è una dimensione che subiscono: Dio è entrato nella sofferenza e nella morte che colpisce l’umanità.
Divenendo partecipe del sangue e della carne come tutti gli uomini, ha sofferto personalmente (Eb 2,18) e ha provato la morte a vantaggio di tutti (Eb 2,9), cioè in modo da comprendere e venire in aiuto a che subisce la prova e la morte (Eb 2,9.18).
Altro che Dio fuori della storia, dell’uomo, dell’esistenza terrena; è invece il Dio della vita che entra nell’esistenza umana e non si risparmia di sperimentare la sofferenza e la morte che schiacciano l’uomo, in modo che la salvezza possa essere accolta e vissuta a partire dalla fragilità stessa dell’uomo… unica condizione è che si lasci salvare da Dio, cioè che gli apra ‘la porta’ della propria vita mediante la fiducia in Lui.
Così la salvezza può entrare, essere piena e, al tempo stesso, possibile all’uomo fragile, sofferente e mortale.
È proprio vivendo tutto questo sulla ‘Sua pelle’ che ha potuto salvare gli uomini.
Entrando nel mondo da uomo, Dio ha potuto dare agli uomini la possibilità di vivere nel mondo segnato dal peccato, dalla violenza, corruzione, egoismo…e quant’altro si voglia dire con realismo, rimanendo orientati alla salvezza e, anzi, capaci di immettere giustizia nuova nella storia degli uomini.
Capisci fino a che punto arriva Dio e il suo amore per gli uomini, per me e per te, facendosi uomo in tutto simile a noi?
Ricapitolando, dunque:
Entrando nel mondo Cristo dice (a Dio):
Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.
Non hai gradito né olocausti
né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: ‘Ecco io vengo
-poiché di me sta scritto nel rotolo del libro-
per fare o Dio la tua volontà’. (Eb 10,5-7).
Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è entrato nel mondo per essere la nostra forza e la nostra gioia di salvezza!
Pace e bene!
|