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Fare festa a Dio

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Fede - Via libera
mercoledì 29 novembre 2006
 "...non farai alcun lavoro"
   
FraSimone2

3° comandamento

Mi ricordo, da bambino, che il sabato pomeriggio suonavano le campane della Chiesa del mio paese, a festa…

 

Noi tutti bambini correvamo a guardare e sentirne il richiamo… sapevamo che il giorno dopo sarebbe stato giorno di festa : LA DOMENICA !!!

Noi eravamo contenti perché di Domenica non si andava a scuola, ma percepivamo anche un richiamo quasi “magico”… un attesa.

 

Compresi dopo tanti anni, studiando a scuola alcuni autori di letteratura e poeti, che questo fenomeno di attesa e gioia per il giorno di festa, era da molti sperimentato . Famosa è infatti la poesia di Giacomo Leopardi… “Il sabato del villaggio”… Lì si racconta il clima di attesa e gioia che anticipa ogni “evento” umano, anche la Domenica!

Certamente l’autore propone quest’attesa come “la vera gioia” di fronte al compimento che verrà… Il classico tema di pessimismo leopardiano; ma quello che a me piacque fu scoprire che la mia gioia per l’attesa della festa perdurasse anche il giorno dopo, la Domenica o meglio: “Il giorno del Signore”.

Era il Signore Gesù che “non chiudeva la gioia” ma la dilatava ancor più prolungatamente nel susseguirsi dei giorni e del tempo. Anche la bibbia racconta della gioia di Dio dopo la settimana di creazione e del suo riposo.

Ebbene, il terzo comandamento ci ricorda che dobbiamo fare festa, insieme, trovare spazio per la gioia e per il riposo… nel giorno di domenica. Ma perché proprio alla domenica?

“ Sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro”. (Es 20, 8-10).

LA DOMENICA È IL GIORNO DELLA NUOVA CREAZIONE, REALIZZATA DALLA RISURREZIONE DI CRISTO. LA DOMENICA È IL GIORNO DI CRISTO RISORTO E DEI CRISTIANI.

LA DOMENICA È PIENEZZA DI GIOIA, FESTA E RIPOSO PERCHE’ SI COLLOCA COME PRIMO E OTTAVO GIORNO.

 

Primo:

Il giorno della risurrezione di Cristo richiama la prima creazione

 

Ottavo:

segue il settimo giorno: “il sabato”, e significa la “nuova creazione” inaugurata con la risurrezione di Cristo.

 

Ci raduniamo tutti insieme nel giorno del sole, poiché questo è il primo giorno nel quale Dio, trasformate le tenebre e la materia, creò il mondo; sempre in questo giorno Gesù Cristo, il nostro Salvatore, risuscitò dai morti”. (s. Giustino, Apologiae, 1,67. )

 

MA CHE COSA AVVENNE DI TANTO IMPORTANTE NEL GIORNO DI DOMENICA? Gesù è risorto dai morti!

La Domenica è giorno di gioia piena, di luce sfolgorante, giorno del sole, perché in questo giorno Gesù Cristo il nostro Salvatore, risuscitò dai morti, e con la sua risurrezione ci ha ridonato la vita per sempre.

È forse cosa banale l’annuncio e la celebrazione in questo giorno della “vita per sempre?"

Nel giorno di domenica i figli di Dio, i cristiani, celebrano, insieme, con grande gioia la vita di Gesù Cristo, la sua persona, che con la sua passione, morte e risurrezione ha ri-creato il mondo intero e perciò la nostra stessa vita.

E questo giorno, nel quale celebriamo Gesù Cristo, la sua Pasqua, deve essere osservato in tutta la Chiesa come giorno festivo, di festa in Gesù stesso che si ridona al Padre.

 

NON VIVERE LA DOMENICA SIGNIFICA PERDERE TUTTO IL BENE CHE CI VIENE DONATO DA GESU, e’ perdere la vita eterna!

Il bene totale che il Padre ci ha donato è il suo Figlio Gesù; nel giorno di domenica per volontà stessa di Gesù e per la potenza dello Spirito Santo che è Dio e da la vita, partecipando alla Messa, incontriamo come fratelli, Gesù che dona tutto se stesso a noi.

È Gesù che ci ha dato questo comando : “Fate questo in memoria di Me”

 

NEL GIORNO DI DOMENICA I CRISTIANI SONO TENUTI ALL’OBBLIGO DI PARTECIPARE ALLA SANTA MESSA, PERCHE’ L’EUCARISTIA DOMENICALE FONDA E CONFERMA TUTTO L’AGIRE CRISTIANO.

CHI NON PARTECIPA ALLA MESSA DOMENICALE E ALLE ALTRE FESTE DI PRECETTO (se non per serio motivo, per esempio, la malattia, la cura dei lattanti o dispense in casi particolari da concordare con il parroco) COMMETTE PECCATO GRAVE E DEVE RICONCILIARSI, CIOE’ CONFESSARSI.

Santificare la festa, partecipare alla s. Messa insieme ai fratelli, ascoltando la Parola di Dio, mangiando il corpo, il sangue di Gesù morto e risorto, è testimonianza di appartenenza e fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa.

Non si deve andare alla Messa o santificare la festa per “dovere”… Stare con Gesù è un piacere!

E la Messa domenicale, partecipata e santificata, ci apre alla carità vera con i nostri fratelli… Carità che noi porteremo nei nostri luoghi di incontro durante la settimana: lavoro, vita quotidiana, varie relazioni, luoghi di gioia e di sofferenza.

La Domenica non può né deve essere ridotta ad un semplice fine settimana, un week – end, o pausa magari vissuta nel tempo speso in modo insulso, insipido, nell’ozio.

Il giorno del Signore merita onore e rispetto, ci si asterrà anche dal lavoro o attività che impediscono il culto dovuto a Dio.

La domenica nel Signore fa trovare spazio di dialogo anche alla famiglia, e sarebbe bello programmare questo giorno anche con una partecipazione familiare alla stessa messa… uniti nel Signore.

 

RICORDATI CRISTIANO CHE TU ORA SEI DI CRISTO, A LUI APPARTIENI E SOLO IN LUI TROVI LA GIOIA PIENA.

SE STAI LONTANO DA CRISTO STAI LONTANO DALLA GIOIA…

 

SE PERDI LA MESSA, CHE È IL DONO DI CRISTO, PERDI LUI E ALLA FINE PERDI LA GIOIA CHE DIO VUOLE DONARTI AL TERMINE DEL TUO IMPEGNO ED ATTIVI

 

Pace e bene.

_ Informazioni ___
  Produzione New Software
  Copyright teleAmore
  Regia Mario Girardello
  Cast Fra Simone Re Dionigi, Elisabetta Di Lauro (voce)
  Anno 2006
     


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