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Fra Simone risponde - NUOVO SERVIZIO

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Fede - Informazioni e consigli

FraSimone2DAL MAGISTERO DELLA CHIESA LA CORRETTA RISPOSTA AI TUOI QUESITI

Fra Simone Re Dionigi, che ha curato la rubrica VIA LIBERA, risponde a tutte le domande di ordine strettamente religioso che possono assillare la vostra mente e condizionare il vostro comportamento. Amici, fidanzati, sposi, genitori o figli possono qui esporre i loro dubbi e fra Simone sarà lieto di aiutarvi a trovare nella Chiesa e nel Vangelo la giusta via per vivere serenamente il rapporto con Dio ed i fratelli.


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Maurizio - masturbazione IP:94.161.2.xxx | 2009-09-24 09:29:41
caro fra Simone, mi chiamo maurizio sono sposato da 15 anni e ho un figlio, da parecchi anni vorremmo altri figli ma non arrivano nonostante sia tutto a posto, comunque il problema che vorrei illustrarti è questo sin dall'età dell'adolescenza ho il vizio della masturbazione e non riesco a resistere nel non guardare immagini pornografiche e film (anni fa andavo anche in cinema a luci rosse ora non più per fortuna ora ho internet) e dopo mi crea uno stato di morte dentro che credo condizioni anche la mia vita familiare e coniugale (con la mente spesso tradisco mia moglie con colleghe e conoscenti) e nonostante mi rendo conto che tutto queto è demoniaco e cristianamente sbagliato e che miprovoca solo una morte interiore a me e mia moglie non riesco a smettere sembra quasi che mi piace di più guradre film pornografici e masturbarmi che fare l'amore con mia moglie (forse per questa ragione che sono anni che non arriva il secondo figlio e ormai ho perso le speranze perchè mia moglie ha 45 anni e credo sia ormai troppo tardi e penso che per questo mio vizio ho tolto la gioia a me e a mia moglie di una nuova figliolanza e della vita a un nuovo figlio).
Cosa posso fare fra Simone?
Grazie di cuore quando vorra rispondermi

Maurizio
Fra Simone - L'Amore di Dio vince sempre. IP:94.160.147.xxx | 2009-09-24 12:43:16
Carissimo Maurizio, il Signore ti dia pace. S. Paolo nella lettera ai Galati (Cap. 5, 16-26: prova a leggere e meditare), mostra ai cristiani della Galazia due vie. La prima via che conduce ad una progressiva disintegrazione di se stessi (paragonabile alla morte); la seconda via che unifica il cuore e dona la vita. S. Paolo adotta il termine di "opere della carne" e "Frutto dello Spirito", ( opere è al plurale e sono 14, indica il plurale divisione e dispersione. Frutto è al singolare e indica unità di cuore, principio di unificazione).Carissimo Maurizio, Dio ti ama di grande amore, come lui solo sa amare. La percezione del suo amore però, è data anche dal tuo grado e modo di accoglienza. Alcuni aspetti della tua vita e sviluppo umano possono avere interferito, o ancora interferiscono sul tuo modo di recepire l'amore grande di Dio. Il modo distorto nel percepire la vita di Dio in noi, comunemente detta "vita di grazia", può influenzare e rallentare il nostro progredire in maturità affettiva, umana e conseguentemente cristiana. La situazione di ricerca di piacere nella direzione da te segnalatami, che bussa spesso alla tua vita, personale (e conseguentemente interferisce in modo negativo nella tua vita coniugale), viene forse recepita da te così attraente al punto che altre cose ben più grandi e relazioni ben più belle e gratificanti, sfuggono al tuo interesse, moglie compresa. Il Frutto dello Spirito è Amore, gioia, pace, pazienza, bontà, benevolenza, dominio di sè, mitezza, longanimità. Quando in noi regna stabilmente l'Amore di Dio e la sua gioia, la nostra vita si dirige verso ogni cosa che ha sapore di pienezza vera e orienta verso il vero bene. Trovare le cause umano- affettive di questo tuo ripiegamento frequente potrebbe essere il primo passo per conoscerti di più. Quando noi scopriamo le cause del nostro agire possiamo trovare dei rimedi efficaci.Comprendere i motivi inconsapevoli delle nostre azioni, cioè che cosa realmente nascondono e vogliono dire, è un buon gradino di partenza. Tuttavia noi uomini abbiamo bisogno non solo della conoscenza di noi tessi ma anche dell' esperienza della grazia di essere salvati da Cristo, che è l'unico salvatore. Lui solo ha il potere per vincere il nostro male. Lo spazio che mi consente questa prima risposta non può essere esaustivo per entrare in profondità in questo ambito.Come sacerdote non è mia competenza approfondire riguardo l' ambito delle cause o dinamiche psicologiche umane che ti portano al disagio che mi segnali. Ti consiglio però di approfondire con qualche persona di fiducia e specializzata questo tuo "bagaglio" umano affettivo. Approfondisci però, anche la tua vita di fede con un sacerdote che ti possa aiutare a fare una vera esperienza di incontro con l'amore di Cristo.Tuttavia, ti indico alcune realtà che ti fortificheranno e ti permetteranno di creare untorno a te e in te la Gioia di Dio che vince ogni nostra cattiva inclinazione. Lascia stare per un attimo la presenza demoniaca e assumiti le tue responsabilità mettendoti dinanzi al Signore. Ti chiedo: come vivi la tua vita di preghiera? Preghi lo Spirito Santo affinchè viva in te e ti aiuti nelle tue debolezze? Vai alla Messa desiderando davvero incontrarti con Gesù Salvatore? Come ricevi l'Eucaristia? Ti confessi frequentemente..e con quale grado di pentimento? Reciti in rosario? Quale è la tua fiducia nella Vergine Madre di Dio, dei santi e di ogni fratello cristiano che ti accompagna nel cammino. Vivi la gioia della comunità cristiana? Insomma... Gesù di Nazaret per te è davvero vivo e risorto e capace di riscuscitare anche noi che spesso siamo morti a causa del peccato? Credere in Gesù significa soprattutto entrare in relazione con lui. L'amore di Dio è tutto e con l'amore dei fratelli allontana la nostra solitudine e il nostro egoismo che ci conducono ad un continuo ripiegamento su noi stessi. Prova pertanto a concentrare i tuoi progetti cristiani soprattutto, non appoggiandoti alle tue forze,ma con lo spirito di abbandono in Dio, affinchè tu possa fare esperienza graduale che le vittorie su questa materia sono più frutto della grazia di Dio, che di te. La vergine Maria ti accompagni. Recita ogni giorno, quasi fosse una medicina il Salmo 130/131 . Anzi diciamolo insieme:" Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si piega con superbia il mio sguardo. Non vado in cera di cose grande superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre. Come bimbo svezzato è l'anima mia. Speri Israele nel Signore ora e sempre". Caro Maurizio, lo Spirito del Signore ti doni la sua Gioia. Quando c'è la gioia di Dio nel nostro cuore... scompaiono i desideri di peccare... perchè il nostro mondo affettivo si riempie dell'unico e vero amore che scaccia ogni paura: L'AMORE DI DIO. Dio ti benedice e se vuoi... fammi sapere se sei più sereno. Fra Simone.
Carlo 78 - Chiarezza IP:94.161.0.xxx | 2009-09-26 20:58:43
Caro fra Simone, sappiamo che chi si sia separato o divorziato e conviva con un'altra persona non può accostarsi al sacramento della Eucarestia. E gli altri sacramenti? come deve comportarsi una tal persona con il sacramento della confessione e quello dell'unzione degli infermi (che in molte parrocchie viene dato annualmente a chi lo desidera)? Grazie
Anonimo IP:94.160.177.xxx | 2009-09-28 14:32:33
Carissimo Carlo, il Signore ti dia pace! La tua domanda ha come titolo " Chiarezza" su un tema molto delicato perchè riguarda situazioni umane segnate da fatiche,sofferenze , difficoltà personali o di coppia,passate e... forse ancora presenti. La chiarezza che tu mi richiedi è già presente nell'annuncio della Chiesa che è costantemente testimone dei principi che riguardano l'amore umano, coniugale , la vita di fede, e le condizioni per accostarci al Mistero della nostra fede. Analisi dettagliate sull'argomento,consigli e disposizioni, spiegazioni a riguardo,sono contenute in vari insegnamenti magisteriali.La Chiesa, madre e maestra ha già abbondantemente delineato le normative da trattare nei casi che tu mi segnali. La chiarezza che tu mi chiedi è pertanto già stata segnalata dall'insegnamento della Chiesa: a noi spetta accoglierlo e seguirlo. Tuttavia, questo aspetto chiaro da rispettare, richiede anche l'attenzione per una cura delicata di alcuni casi particolari, concreti e diversificati. Le situazioni che tu mi segnali, non sono solo fatti umani da analizzare con linee di principio o in modo frettoloso e generico, poichè fanno parte di un ambito che tocca la vita delle persone e delle coppie le quali presentano una varietà che deve anche essere trattata con una cura pastorale che non sottovaluta la situazione di sofferenza passata e presente. Lo spendore della verità che la Chiesa annuncia va coniugato con l'amore del buon pastore che, senza procedere come schiacciasassi, sa fermarsi con pazienza con il sofferente e considera il suo personale caso.
Provo ora a risponderti: La vita di fede è vita che richiede coerenza e testimonianza.Ogni uomo dovrebbe capire che la fede cristiana non è slegata dalla vita ma profondamente innestata in essa a tal punto che ci rende responsabili di ogni scelta e conseguenza alla scelta stessa fatta. Chi sceglie o è costretto a scegliere situazioni di coppia come tu mi presenti, deve considerare anche ciò che la scelta comporta al presente e comporterà al suo futuro in responsabilità e anche quale effetto produrrà nell'ambito del cammino della sua fede cristiana. Questo è per dirti che bisognerebbe essere chiari, non dopo, ma prima di iniziare un cammino di coppia.
Se per esempio si desidera avere un figlio(un grande dono di amore)si deve sapere prima che il figlio non è da desiderare solo come "diritto della coppia" ma soprattutto come "dono" da attendere e che muove ad attrezzarsi previamente di amore, di gratitudine e accoglienza. Così nella vita di fede, ricevere e desiderare i sacramenti,( grandissimi doni poichè frutto della passione, morte e risurrezione di Cristo) non richiede come condizione il semplice "diritto del battezzato",( o perchè li ricevono gli altri e io non posso) ma un contesto di amore, gratitudine e di accoglienza.Un grande dono dì amore del Signore che si realizza appunto in ogni incontro sacramentale, richiede condizioni di accoglienza: vere, profonde,responsabili, radicate anche nel desiderio di un cammino sincero di crescita e verità. Questo lo devono sapere tutti i battezzati: la fede non è un diritto ma un dono; coltivarla fa parte di un cammino di responsabilità che pone delle precise condizioni di scelta previa e ulteriore.

La Chiarezza è questa: sapere CHI SI RICEVE,QUANDO SI RICEVONO I SACRAMENTI e quindi creare le condizioni personali per l'accoglienza e per lo sviluppo sincero del cammino cristiano.Se vi sono ostacoli, chi è responsabile del proprio progetto di vita di fede, deve decidere di rimuoverli o almeno cominciare a lavorare in questa direzione. Vorrei ora, anche per risponderti in modo più puntuale, ricordare che: chi vive una situazione difficile di coppia ( convivenza o matrimonio civile, separazioni con nuova realtà di vita di stile coniugale, ecc.) NON E' SCOMUNICATO cioè permane figlio di Dio, amato da Dio, continuamente redento dal sangue di Cristo partecipando alla salvezza di Cristo nel modo misterioso che lo Spirito Santo sa fare in ogni uomo.Però, in senso di responsabilità soggettiva, e serietà di approccio alla vita di fede, chi vive una situazione di coppia detta " difficile o irregolare" non può fermarsi alla pretesa o alla contestazione . Deve sinceramente riconoscere che la sua situazione di coppia ha una modalità particolare, nel cammino di fede e, chi vive questa modalità di relazione non può fermarsi a questo grado, (se realmente vuole procedere e camminare nella via della fede) ma deve tender alla pienezza di comunione con Cristo. Chi vive e vuole vivere la fede deve tendere alla pienezza della fede: e questo è compito di ogni uomo sia in situazione " regolare" ( se così possiamo dire) che " difficile o irregolare".Chi vive una situazione difficile avrà maggior difficoltà nel cammino, ma deve essere aiutato ad un sorpasso degli ostacoli al cammino stesso,per giungere al vero bene; come del resto, ogni altra persona deve volere superare le realtà che gli ostacolano il cammino di fede verso la pienezza della comunione in Cristo. Pertanto, in conclusione,alla tua domanda: La persona separata o divorziata ( o convivente)che ha intrapreso un' altra relazione di stile conuigale non deve accostarsi all' Eucaristia.Conseguentemente anche il sacramento della penitenza,(se permane la decisione di non cambiare situazione), rimane bloccato su un punto necessario alla stessa validità del sacramento che si celebra, cioè il sincero desiderio e proposito da parte del penitente, di non rimanere nella situazione di peccato, di volere cambiare lo stile di vita e convertirsi ( condizioni che chiede appunto il sacramento del perdono e naturali disposizioni di chi desidera farsi veramente perdonare, cioè: ammettere il propio errore). Conseguentemente il discorso vale anche per il sacramento dell'unzione degli infermi. Non dimentichiamo tuttavia che ogni situazione necessita di un attenzione specifica che ho segnalato sin dall'inizio accennando alla cura pastorale delle persone in situazioni difficili e irregolari. Non siamo infatti a conoscenza di alcune situazioni confidate al sacerdote in ambito privato che, proprio per il grado di intimità della rivelazione e delle situazioni della coppia e relative dinamiche, potrebbero presentare condizioni per agire in modo differente. Spetterà pertanto al sacerdote donare la chiarezza al cuore di chi si accosta a lui per trovare verità e luce alla propria vita.Spero di esserti stato di sufficiente aiuto. Fra Simone.
maurizio - l'amore d Dio vince sempre IP:85.18.140.xxx | 2009-10-01 14:38:31
Caro fratello fra Simone, grazie per la risposta ho cercato di vedere dentro di me tutto quello che mi hai detto, anche se non riesco a trovare le cause del mio modo di trovare piacere sin dalla mia adolescenza, magari le avessi trovate avrei spento quell'interruttore che mi fa peccare e mi rende triste e iroso e non mi fa desiderare mia moglie.
Vorrei tanto che l'amore di Dio entrasse dentro di me per ridarmi la vista e togliere la tenebra che è in me e farmi rivivere.
Riguardo alle domende che mi hai fatto con quasi vergogna ti dico che oltre tutto faccio un cammino di fede da anni.
Faccio le lodi la mattina e quas sempre recito il rosario e prego che allontani da me la pornografia e la masturbazione, qualche vittoria c'è stata ma pochissime poi ricado sempre, forse anzi sicuramente non vivo l'Eucaristia e la comunità come dici tu e sicurmante la grazia di Dio non è in me. se puoi prega per me perchè Dio entri nel mio corpo santo e io non pecchi più perchè io possa incontrarlo davvero dentro di me prega per me per mia moglie e mia figlia e che ci indichi la sua volontà se avere altri figli o l'adozione o rimane così, anche se prima di tutto forse devo vincere questo demone che mi induce a peccare e desiderare altre donne.

La pace maurizio
Fra Simone - Ti prometto un ricordo nella p IP:94.161.174.xxx | 2009-10-10 09:05:21
Carissimo Maurizio, il Signore ti dia pace. Ti dico con il salmo: "Spera in Dio, sii forte; si rafforzi il tuo cuore e... spera nel Signore". Ti prometto un ricordo nella preghiera perchè lo Spirito Santo ti aiuti e sia il tuo Consolatore, sempre presente, per sorreggerti e renderti giorno dopo giorno vittorioso in Cristo. Ancora auguri per il tuo camino. Fra Simone
Fra Simone - A Carlo IP:94.161.174.xxx | 2009-10-10 09:13:54
Carlo, il Signoret ti dia pace. La mia risposta alla tua domanda compare con il nome di " Anonimo". Nel risponderti, mi sono dimenticato di inserire il mio nome (che però lo trovi scritto alla fine della lettera). Questa puntualizzazione la faccio affichè tu possa considerare la mia attenzione e risposta al tuo dubbio e... il termine "anonimo" non ti abbia disorientato dal riferimento, pur esplicito, della firma finale. Ancora ogni bene, fra Simone.
Mauro - Non condivido l'operato del V IP:95.75.39.xxx | 2010-01-07 18:09:11
Carissimo Padre mi deve spiegare cosa pensa riguardo l'operato del Vaticano!!Io sono particolarmente arrabbiato e sfiduciato sul comportamento del Papa e tutti i suoi sudditi!! Non capisco perchè il Papa non deve essere una persona come tutti,come lo era nostro Signore Gesù Cristo...la Bibbia è chiara a riguardo...la Chiesa Cattolica Romana la interpreta a modo suo solo per semplice interesse e profitto personale.Il Papa non deve essere una Star ma dovrebbe scendere e vivere una vita più a contatto con i poveri del mondo e uscire fuori dai palazzi papalini,pieni di oro e ben di Dio!! Pace e bene!!
Fra Simone - Una luce sopra il monte IP:94.160.215.xxx | 2010-01-24 12:52:54
Carissio Mauro, il Signore ti dia pace. Sono dispiaciuto nell' apprendere che ti senti arrabbiato e sfiduciato riguardo l'operato della Chiesa cattolica, dei suoi ministri ordinati e della figura del Papa, poichè, da quello che mi scrivi, non corrispondono agli ideali di semplicità sociale che emergono dal tuo pensiero e dal tuo cuore. Non conosco la tua età poichè non ne fai menzione e pertanto non riesco a distinguere se il tuo malessere sia dovuto anche ad un periodo di crescita che ci porta un pò alla contestazione oppure fa parte di un pensiero di uomo adulto motivato non solo dalla teoria ma anche da particolari esperienze personali. Io personalmente posso consigliarti di vedere il Papa a partire dal suo sorriso e dal suo portamento che mostra non solo una persona di dottrina ma anche uno stile preciso di vita umana.Devi però saper fare le differenze dovute ai contesti di vita che appartengono a tutti gli uomini, luoghi e situazioni che inducono ciascuno di noi ad assumere comportamenti adeguati.Povertà non significa mancanza di decoro e cura personale. San Agostino diceva che insieme ai cristiani lui stesso era cristiano, ma poichè Vescovo, tra loro era anche differente. Così il Papa è figlio nel Figlio Gesù come ciascuno di noi, pertanto nostro fratello, servo dei servi di Dio.... ma anche colui che presiede l'unità visibile di tutti i figli di Dio, in senso cattolico, cioè universale. Pertanto è uno di noi ma nella Chiesa ha una sostanziale differenza di ruolo e missione che esige una altrettanto modalità differente di mediazioni per collocarsi nel mondo. Nostro Signore è vero uomo e come dici tu è stato in tutto comprensibile ai suoi contemporanei: persona umana come tutti ma, è Dio e pertanto Gesù non è come tutti, e lo ha anche dimostrato ai suoi contemporanei che si chiedevano: Non è costui il figlio del falegname... come mai riesce a fare queste cose?.Gesù era uno di loro ma non solo come loro. Il Papa è un uomo come tutti ma ha ricevuto da Gesù stesso un incarico che non è uguale a quello di tutti.Credo che quello che conta sia lo Spirito che anima una persona a qualificarne il sostanziale attaccamento alle cose di cui esso stesso fa uso. Si racconta che il servo di Dio Papa Paolo VI, che appariva (come tutti i papi) solenne negli incontri liturgici e diplomatici; dormisse poi su una semplice brandina, tipica di ogni persona comune, mangiasse normalmente come ogni persona comune e come mangia normalmente ogni papa. Mauro, se avessi occasione di vivere qualche giorno con qualche papa ti accorgeresti che nonostante la grande chiamata a ricoprire il ruolo di pastore universale, ogni Papa vivrebbe insieme a te come farebbe il tuo papà. Del resto tra Papa e papà c'è poca differenza: P e ' Ti auguro ogni bene e la serenità di Gesù. Fra Simone.
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