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I MIEI FIGLI
Erano così,
molto di più di una scommessa:
testardi e fragili,
orgogliosi e audaci,
erano i miei figli.
A volte,
mi sembrava di
vederli
attraverso gli occhiali
dell’illusione;
a volte,
come persone vere.
Loro
si riempivano
gli occhi
ed i polmoni
di sogni…e
un giorno,
come aquiloni,
dovevano volare, ma,
a volte,
il filo si spezzava e
rimanevano così
a respirare da soli
il sapore della vita…poi,
poi ritornavano
e
mi faceva male al cuore;
così li guardavo,
li guardavo sempre
per spiare nei loro gesti
e trovarci anche
la chiave della mia vita…
e così era,
perché loro,
loro erano il nostro senso;
quello che noi non abbiamo
potuto o voluto.
E quante ore,
e giorni
e minuti
passati
a capirli
o
a non capirli.
Io non so come ringraziarti,
Signore mio,
per questo amore
che,
ogni giorno, rinasce
pure fra mille nuvole…
io, in loro trovo te
e intravedo il cammino;
il cammino che ho davanti.
Ma quando le mie gambe
ed il mio cuore
non reggeranno più come ora,
te ne prego,
dal tuo infinito
lasciali ancora camminare,
sbagliare…
eppure perdersi
e ritrovarsi
nelle tue
sconfinate pianure.
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