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Il "Rito" è un linguaggio (3)

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Fede - La S. Messa: come è nata, come si articola
venerdì 15 giugno 2007
E' impossibile togliere i riti dalla nostra vita

 

Il RITO è un linguaggio fatto di oggetti, di movimenti, di parole (ascoltate, proclamate, cantate o taciute) insieme con altri e ripetute sempre, in tempi e in luoghi precisi. E’ un linguaggio che apprendiamo solo facendolo, usandolo, come un bambino impara a parlare solo parlando,


e impara a muoversi nel mondo degli umani giocando e ripetendo all’infinito gli stessi giochi e provando ripetutamente a comunicare con gli altri; come noi siamo entrati nel mondo sportivo del calcio (per esempio) solo giocando una infinità di partite con i nostri amici, non certo guardando la partita alla TV.

 

E’ difficile, direi impossibile, togliere i RITI dalla nostra vita.

 

Sono insiti nel nostro modo di esprimerci e di comunicare. Da sempre gli eventi fondamentali della vita umana sono stati espressi, accompagnati e condivisi mediante una serie di comportamenti che si ripetono pressoché sempre.

Quando un bambino nasce, si festeggia il lieto evento in un certo modo e si ripetono sempre le stesse cose: frasi adatte alla felice circostanza, una visita, alcuni regali, un momento di festa.

 

Quando due giovani coronano il loro amore nel matrimonio e si sposano, si vive e si esprime l’avvenimento con parole, gesti e oggetti diversi.

Ma sono sempre quelli che la tradizione e la cultura ha inventato e consolidato per questa circostanza.  

E quando arriva la morte si fa lo stesso: le condoglianze, una visita, un mazzo di fiori, gesti particolari… 

 

Il RITO E’ UN LINGUAGGIO. Un linguaggio che adopera parole, gesti, oggetti (=simboli), per esprimere emozioni e sentimenti legati ad esperienze particolari della vita, in modo da poterli condividere con altri. Condividerli sempre, senza doverseli inventare ogni volta.

E questo consolida il senso profondo di appartenenza e di condivisione, che è indispensabile per vivere.  

 

LA COMUNITA’ CRISTIANA da sempre ha espresso la sua FEDE nell’amore di Dio e nel vertice incandescente di questo amore, che è l’AMORE PASQUALE di Gesù morto e risorto, con simboli e riti.

Questa è la LITURGIA.

Questa è l’EUCARISTIA.


Non è possibile eliminare impunemente la liturgia (in particolare la MESSA) dalla FEDE e dalla VITA cristiana.

Se la si elimina, l’esperienza vitale di GESU’ RISORTO e VIVO è destinata a svanire miseramente, senza scampo.

Un po’ alla volta non resterà di Lui che un ricordo sbiadito e inoffensivo.  

 

(segue)

 

 

don Silvio Zonin

 

 

 

 
 

  



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