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Il giusto sta nel mezzo...

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Opinioni & notizie - teleAmore-news
domenica 06 maggio 2007
Moda o prurito?
 

Se una volta si doveva prendere l’aereo per vedere le donne musulmane col chador, oggi basta girare per le strade delle nostre città. Il primo impulso è quello di sorridere di questo modo estremo di occultare la bellezza femminile che è proprio della cultura musulmana, ma dando poi un’occhiata alle nostre donne

che camminano al loro fianco sorge spontanea una domanda: possibile che una delle due realtà sia completamente inaccettabile e l’altra sia assolutamente corretta?

E quale delle due?

 

Valutare il grado di attrazione che esercitano sugli uomini le donne musulmane grazie al loro modo di vestire è impresa ardua: non si vede nulla, nemmeno se giovane o vecchia, bella o brutta…

Ma se Dio avesse desiderato che la donna non fosse guardata, le avrebbe dato delle fattezze tali da risultare inguardabile.

Questo, però, avrebbe pregiudicato la continuazione della specie umana…

E’ ovvio che Dio ha fatto tutto perfetto e bello, compresi l’uomo e la donna.

E’ dunque “cosa buona” ammirare le Sue opere, ma con sguardo di sana e gioiosa meraviglia e riconoscenza.

 

Allora hanno ragione le donne occidentali a mostrare di tutto e di più del loro corpo?

Non credo sia giusto nemmeno questo atteggiamento. Penso che una donna, in base alla sua età, debba comunque vestirsi in modo da piacere al suo uomo e quindi da risultare accettabile nella società.

Andare per strada o al lavoro con delle gonne ridottissime, con pantaloni che sono una prima pelle, con camicie che non lasciano il minimo dubbio su quello che coprono non lo credo il modo più corretto di piacere al proprio uomo.

Tanto più che la maggior parte del giorno il proprio uomo è da tutt'altra parte occupato in altri lavori. Ancor più perchè, quando le nostre donne sono in casa, si fa spesso fatica a riconoscerne la femminilità…

 

Ma allora a chi devono piacere? Evidentemente non al proprio uomo.

Un vestire vistoso, sexi, fa irretire tutti gli uomini. Da parte della donna occidentale c’è quindi una strabordante voglia di far vedere il proprio corpo a tutti, perché vedano quanto è bella, provocante, desiderabile e irraggiungibile…

Ma questo atteggiamento non è utilizzato dalla notte dei tempi da certe donnine per certi precisi scopi? Che sia diventato un sistema condivisibile?

E’ un grosso e grave dilemma. E cosa dire di un uomo che va in giro con una donna vestita da far sbavare tutti quelli che incontra? Le vuole veramente bene o gode solo nel mostrare un bel trofeo?

Non sanno forse, uomini e donne che vestono in maniera volutamente provocante, che saranno responsabili davanti a Dio e dovranno pagare per ogni pensiero morboso che avranno suscitato in coloro che hanno incontrato nella loro vita?

Chi dice di non saperne nulla mente sapendo di mentire, perché la coscienza parla a tutti, prima o poi.

Allora, fanno bene i musulmani a costringere le loro donne a coprirsi da non respirare?

 

Penso che il giusto stia nel mezzo.

 

Dio ha fatto bella la donna perché, come i fiori attirano le api per essere fecondati, altrettanto lei attiri l’uomo per perpetuare la razza umana.

E’ quindi giusto che si faccia notare dal suo uomo vestendosi e profumandosi in modo da attirare la sua attenzione.

Non è corretto che vada per strada o al lavoro vestita in modo da attirare gli altri uomini: vuol dire che non le basta l’uomo che ha.

Come marito o fidanzato ne sarei geloso, amareggiato e mi chiederei se veramente io sia la sua metà o solo una piccola frazione…

 

Il modo di vestire delle nostre nonne e mamme non le ha impedite nell’avere, a suo tempo, i loro spasimanti tra i quali hanno scelto coloro che sono diventati nostri nonni e padri.

E non vale dare la colpa alla moda. La moda siamo noi.

Chi mette in commercio questo modo di vestire dovrà pagarne le conseguenze come coloro che lo utilizzano.

Penso che la donna debba ritornare a vestirsi in modo da mostrare dei bei vestiti e non solo tanta pelle.

La pelle la lasci a colui che ha visto in lei la cosa più bella con la quale trascorrere questi giorni di prova, allietati dai figli frutti del loro amore.


 

Mario Girardello

 

 

 



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