Il significato teologico-liturgico (15) |
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| Fede - La S. Messa: come è nata, come si articola | |
| martedì 04 dicembre 2007 | |
La Liturgia della Parola non è un "momento di informazione"...o una semplice lettura di pagine antiche, un racconto di fatti storici congelati nel loro passato, o di raccomandazioni parenetiche per vivere bene … L’Introduzione al Lezionario (1981,OLM 3) dice due cose importantissime: 1) la celebrazione liturgica poggia fondamentalmente sulla Parola di Dio e da essa prende forza; 2) questa celebrazione diventa un nuovo evento e arricchisce la Parola stessa di una nuova efficace interpretazione. La Parola di Dio non viene pronunziata in un solo modo, né raggiunge con la medesima efficacia il cuore dei fedeli: sempre però, nella sua Parola, è presente il Cristo che, attuando il suo mistero di salvezza, santifica gli uomini e rende al Padre un culto perfetto (OLM, 4) La Parola scritta nei testi, quando viene proclamata, diventa “viva ed efficace per la potenza dello Spirito Santo e manifesta quell’amore operante del Padre che giammai cessa di operare verso tutti gli uomini” (OLM 4). E’ un EVENTO di salvezza. È un evento che realizza la PRESENZA “sacramentale” di CRISTO ed entra in azione lo SPIRITO SANTO. E' Lui, la TERZA PERSONA della Trinità, che la rende efficace, la fa penetrare nei cuori di tutti e di ciascuno, e rende possibile la risposta. Per questo motivo vengono raccomandati “brevi momenti di SILENZIO, adatti all’assemblea, durante i quali la Parola di Dio penetri nei cuori e provochi in essi una risposta nella preghiera. Si possono fare prima delle letture, dopo ciascuna di esse, e al termine dell’omelia” (OLM 28) L’azione dello stesso Spirito Santo non solo previene, accompagna e prosegue tutta l’azione liturgica, ma a ciascuno suggerisce nel cuore tutto ciò che nella proclamazione della Parola di Dio viene detto per l’intera assemblea dei fedeli. (OLM 9)
don Silvio Zonin |
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