Inferno si o Inferno no? |
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| Fede - Informazioni e consigli | |
Non ci sono dubbi: esisteHo avuto modo di udire sempre più spesso, negli ultimi tempi, sacerdoti e laici che sminuiscono o addirittura negano l’esistenza dell’Inferno. E’ certo che questi sono nel torto in quanto Gesù, il Maestro, ha chiarito inequivocabilmente l’esistenza e la pena dell’inferno.
Se diamo una scorsa ai Vangeli, troviamo molte citazioni riguardanti l’Inferno, o Geenna, o perdizione o morte dell’anima come viene diversamente chiamato.
Vi propongo alcuni esempi: «Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per gli angeli suoi» (Mt.25,41). «Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?» (Mt. 23,33). «Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 13, 41-42). «Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 13,49-50). «... mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 8, 12). «Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 22,13). «... e il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 25,30). «... lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridor di denti» (Mt. 24,51). «Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che essere gettato con due piedi nella Geenna. Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue» (Mc. 9,43-48). «Allontanatevi da me voi tutti operatori di iniquità! Là sarà pianto e stridor di denti...» (Lc. 13,27-28).
La Chiesa ha sempre insegnato questa verità di fede: l’Inferno esiste, è eterno ed è riservato per coloro che muoiono in peccato mortale. (cfr. Il Simbolo Atanasiano, il Conc. Costantinopolitano II, il Conc. Lateranense IV, il Conc. di Lione II, la Costituzione Dogmatica di Benedetto XII, il Conc. Fiorentino e il Conc. Tridentino). Quale sia esattamente il tipo di sofferenza non è dato sapere e credo sia impossibile da concepirsi col bagaglio dei nostri sensi umani.
Sappiamo però che: - nell’Inferno ci sarà, come dice Gesù, pianto e stridor di denti; ora chi piange e chi stride i denti soffre tremendamente; - le pene infernali dureranno per tutta l’eternità, senza mai finire; questa è anche una verità di fede; - la misura della punizione è diversa per i singoli dannati a seconda del grado della loro colpa (Conc. di Lione e Conc. di Firenze).
Perciò, dobbiamo credere, come verità di fede, che: 1 - l’Inferno esiste. 2 - è riservato a chi muore in peccato mortale. 3 - le pene dell’Inferno dureranno per sempre.
Chi proprio non ha il coraggio di smentire pubblicamente l’esistenza dell’Inferno, cerca di sminuirne l’importanza, come dicevo all’inizio, dicendo che:
- l’Inferno esiste, ma non è eterno; oppure: - l’Inferno non ha le pene del fuoco; oppure: - l’Inferno esiste ma nessuno (o pochissimi) vi andrà, perché la misericordia di Dio è infinita.
Dire che l’Inferno non è eterno significa dare del falso a Gesù Cristo ("Il cielo e la Terra passeranno, ma le Mie parole non passeranno"), che più volte, come riportato nei Vangeli, ha affermato categoricamente l’eternità dell’Inferno. Verità che anche la Chiesa ha sempre insegnato.
Per quanto riguarda il fuoco, Gesù parlando dell’Inferno nomina spesso il fuoco, perciò non possiamo negare che nell’Inferno esista “un fuoco”, anche se non siamo in grado di concepirne la natura. “Fuoco” sta per immenso e continuo dolore.
Sperare poi nella bontà divina che perdona tutti è pura fantasia. Dio è immensamente buono ma anche immensamente giusto. Per quale motivo Dio avrebbe altrimenti creato l’Inferno per i demoni e per gli uomini? Se tutti dovessero salvarsi, che senso ha evitare il male e fare tanti sacrifici per conservarsi buoni, se poi sia i buoni che i cattivi avessero lo stesso premio?
Ricordo ancora che Gesù ha detto: «Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per gli angeli suoi» (Mt.25,41). E Matteo termina ricordando: «E costoro andranno al supplizio eterno...» (Mt. 25,46).
E’ vero che Dio vuol salvare tutti, ma non vuole salvare nessuno per forza. Egli ha il massimo rispetto per la libertà che ha lasciato all’uomo e, pur dolendosi per quanti si perdono, non interviene nella nostra scelta.
Come ricordano i Novissimi: - morte - giudizio - Inferno - Paradiso
Non abbiamo timore a far presente a quei sacerdoti o laici, che rassicurano sulla “non punibilità” dopo morte, che stanno prendendo una grossa cantonata.
Mario Girardello
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