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cercare, se non proprio di risolvere, ma certo di attenuare il problema, vi è quella centrale del riferimento alla persona umana.
Papa Benedetto XVI è convinto che rispettando la persona umana si promuove la pace e, dall’altra parte, se si costruisce la pace si pongono le basi per un autentico umanesimo (=concetto e rispetto dell’uomo, da cui consegue una certa relazione). In questo modo si prepara un futuro sereno per le nuove generazioni.
Ti propongo alcuni passaggi accompagnati da una minima introduzione.
Inanzitutto l’uomo è un dono: nessuno di noi si è costruito da solo, ma ci siamo trovati così come siamo (limiti, difetti, doni) e siamo chiamati a vivere nell’oggi della storia dell’umanità. Non spaventiamoci dei nostri limiti e difetti come se fosse colpa nostra o –ancor peggio- sfortuna; non gasiamoci dei nostri pregi come se fosse merito nostro.
Viviamo invece ciò che siamo in un cammino di crescita e di vero cambiamento positivo.
L’individuo umano ha la dignità di persona: non è soltanto qualche cosa, ma qualcuno, capace di conoscersi, di gestirsi, di liberamente donarsi e di entrare in comunione con altre persone.
Per quanto riguarda i credenti (riguarderebbe anche i non credenti, tuttavia non lo sanno): siamo chiamati ad un’Alleanza con il nostro Creatore, offrendogli una risposta di fede e di amore che nessun altro può dare al posto nostro. Non solo siamo un dono, ma ci viene anche donato di collaborare con Dio nella creazione e nella redenzione.
Si comprende, in questa prospettiva, il compito affidato ad ogni essere umano (credente e non credente) di maturare sé stesso nella capacità d’amore e di far progredire il mondo nella giustizia e nella pace.
È pertanto essenziale, per tutti gli esseri umani, coltivare la consapevolezza di essere dono e compito.
Per arrivare qui è importante un modo integrale di vedere l’uomo, non riduttivo, un modo libero da pre-giudizi ideologici e culturali che incitino alla violenza.
È comprensibile che i modi di vedere l’uomo varino nelle diverse culture.
Ciò che è inaccettabile è che si coltivi all’interno il germe della contrapposizione e della violenza: quando una certa concezione dell’uomo è all’origine di fatti criminosi, è segno che quella concezione si è trasformata in ideologia. (vedi razzismo p.e.)
Un problema culturale oggi è che, per alcuni, non esiste una specifica natura umana, nel senso che ad essa si possono dare le interpretazioni più stravaganti, come se la comprensione fosse solo una questione di teoria sull’uomo senza guardare l’uomo storico. Una tale ‘visione’ dell’uomo solo apparentemente favorirebbe la pace, come risultato del fatto che ognuno può dire e vivere la sua opinione.
In realtà impedisce il dialogo e lascia la persona stessa indifesa (chiusa nella propria debole visione non condivisa da altri) e, conseguentemente, facile preda dell’oppressione e della violenza.
Anche la pace è dono e compito.
La pace tra gli individui e i popoli, che è capacità di vivere gli uni accanto agli altri tessendo rapporti di giustizia e solidarietà, rappresenta un impegno che non conosce sosta.
Tuttavia e, ancor prima, essa è dono di Dio.
La pace è, infatti, una caratteristica dell’agire divino:
• vedi la bontà della creazione e della sua armonia;
• vedi l’eccelsa bontà della redenzione come ricupero di ciò che è stato rovinato e come
compimento verso una piena maturazione e compiutezza
La pace è dunque un dono da invocare da Dio Padre e da costruire insieme, sia per vivere meglio noi oggi (in modo più umano), sia per costruire un futuro migliore per chi ci seguirà.
Anche tu cerca di essere, per quanto sta in te, non un menefreghista, ma un costruttore di Pace!
Pace e bene!
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