La parte centrale della Messa (19) |
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Fede -
La S. Messa: come è nata, come si articola
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martedì 15 gennaio 2008 |
La struttura delle preghiere eucaristiche
Anzitutto bisogna sapere che la Prece Eucaristica inizia con il dialogo del Prefazio e termina con la grande dossologia “Per Cristo, con Cristo e in Cristo...” e l’AMEN solenne di tutta l’Assemblea. E’ un’unica ininterrotta preghiera che il sacerdote soltanto, “in persona Cristi” – rivolge a Dio Padre a nome di tutta l’Assemblea radunata.
La Prece Eucaristica del nostro Messale è costituita da due parti.
• 1^ parte: l' AZIONE DI GRAZIE.
Si apre con il PREFAZIO. È un pezzo davvero solenne. Nella nostra tradizione liturgica c’è una straordinaria ricchezza. Solo nel Messale ci sono più di 80 Prefazi, a cui vanno aggiunti quelli del Messale Mariano, delle Messe rituali, e del Messale proprio delle chiese locali. Questa varietà, tipica della tradizione latina, è dovuta al desiderio di fare memoria, nella celebrazione, di qualche aspetto particolare del grande evento della salvezza.
Il Prefazio sfocia nel SANTO, l’inno angelico che si ispira alla visione del Profeta Isaia e alla acclamazione messianica del Salmo.
• 2^ parte: la SUPPLICA.
Incontriamo una prima EPICLESI (la parola significa esattamente “invocare su…”): “Ora ti preghiamo umilmente, manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo...”.
È l’invocazione dello Spirito Santo sul pane e sul vino perché diventino il Corpo e il Sangue del Signore Gesù.
A questo punto si “innesta” il RACCONTO DELLA ISTITUZIONE. È una vera e propria citazione biblica, presa dai Vangeli e armonizzata dalla Chiesa che ha combinato insieme le diverse redazioni del Nuovo Testamento, e riprende le parole che Gesù stesso ha pronunciato nell’Ultima Cena.
Secondo la tradizione ininterrotta della Chiesa, con l’INVOCAZIONE DELLO SPIRITO SANTO e le PAROLE DELL’ISTITUZIONE, il pane e il vino diventano il Corpo e il Sangue di Gesù: vengono “TRANSUSTANZIATI” (= cambiano di sostanza). Non c’è più il pane, ma il Corpo; non c’è più il vino, ma il Sangue di Cristo.
L’acclamazione “Mistero della fede”, con la risposta dell’Assemblea a cui fa seguito il MEMORIALE/OFFERTA, proclama il “miracolo” che avviene sull’Altare e lo precisa molto bene. Si rende presente il MISTERO PASQUALE di Cristo: stiamo “celebrando il memoriale del Figlio di Dio, morto, risorto e asceso al cielo, nell’attesa della sua venuta" e lo facciamo "offrendo al Padre, in rendimento di grazie, questo sacrificio vivo e santo”.
Segue la seconda EPICLESI = la seconda grande invocazione dello Spirito Santo. Questa volta sui fedeli che si comunicano al Corpo e al Sangue di Cristo “perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito”.
QUESTA PREGHIERA ESPRIME LO SCOPO DI TUTTA LA MESSA: il Corpo/Sangue di Cristo si rendono presenti sull’altare, perché noi, nutrendocene, diventiamo il corpo di Cristo ecclesiale.
Questa “EPICLESI” si prolunga nelle INTERCESSIONI: preghiamo perché la nostra comunione ecclesiale si completi e si arricchisca nella compagnia dei santi, cresca la fraternità ecclesiale con il Papa e il Vescovo e il nostro abbraccio orante raggiunga anche i nostri defunti.
La grande preghiera sfocia nella DOSSOLOGIA FINALE, un solenne inno Trinitario, affinché al Padre salga tutto l’onore e la gloria, per mezzo di Cristo, nell’unità dello Spirito Santo.
don Silvio Zonin
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