La "prece eucaristica" (20) |
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Fede -
La S. Messa: come è nata, come si articola
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giovedì 31 gennaio 2008 |
Eucarestia: l'attualizzazione perenne del sacrificio pasquale
Per meglio comprendere il momento centrale della S. Messa ,sono da sottolineare due aspetti:
1) Il significato della "Prece eucaristica"
E.de E. 5 – “(Momento decisivo della formazione della Chiesa) è certamente l’istituzione dell’Eucaristia nel cenacolo. Il suo fondamento e la sua scaturigine è l’intero TRIDUUM PASCHALE, ma questo è come raccolto, anticipato e concentrato per sempre nel dono eucaristico. In questo dono Gesù Cristo consegnava alla Chiesa l’attualizzazione perenne del Mistero Pasquale.
Con esso istituiva una misteriosa contemporaneità tra quel Triduum e lo scorrere di tutti i secoli”.
E.de E. 3 – “L’istituzione dell’Eucaristia anticipava sacramentalmente gli eventi che di lì a poco si sarebbero realizzati, a partire dall’agonia del Getsemani”.
Papa Benedetto, nella sua enciclica Deus Caritas est 13 dice: “A questo atto di offerta Gesù ha dato una presenza duratura attraverso l’istituzione dell’Eucaristia, durante l’Ultima Cena. Egli anticipa la sua morte e resurrezione donando già in quell’ora ai suoi discepoli nel pane e nel vino se stesso, il suo corpo e il suo sangue come nuova manna”.
E.deE. 11 – spiega molto bene che cosa è la celebrazione della Messa:
“Non è solo l’evocazione, ma la ri-presentazione sacramentale. È il sacrificio della Croce che si perpetua nei secoli…
Questo sacrificio è talmente decisivo per la salvezza del genere umano che Gesù Cristo l’ha compiuto ed è tornato al Padre soltanto dopo averci lasciato il mezzo per parteciparvi come se vi fossimo stati presenti”.
QUESTO E’ IL “MEMORIALE” SACRAMENTALE.
2) Due momenti rituali indissolubilmente connessi: LA CONSACRAZIONE E L’EPICLESI (epiclesi = invocazione dello Spirito Santo).
Papa Benedetto XVI ne parla in modo chiarissimo nella Sacramentum Caritatis 13:
“E’ quanto mai necessaria per la vita spirituale dei fedeli una coscienza più chiara della ricchezza dell’anafora: insieme alle parole pronunciate da Cristo nell’Ultima Cena, essa contiene l’epiclesi, quale invocazione al Padre perché faccia discendere il dono dello Spirito affinché il pane e il vino diventino il corpo e il sangue di Gesù Cristo e perché “la comunità tutta intera diventi sempre più il corpo di Cristo”.
Lo Spirito, invocato dal celebrante sui doni del pane e del vino posti sull’altare, è il medesimo che riunisce i fedeli “in un solo corpo”, rendendoli un’offerta spirituale gradita al Padre”.
Appare con grande chiarezza il carattere di MEMORIALE dell’Eucaristia: è l’unico SACRIFICIO della Croce, avvenuto una volta per sempre, che viene rappresentato e ripresentato sacramentalmente sull’altare (E. de E. 12. 15) – per la potenza dello SPIRITO SANTO.
Esso raggiunge il suo vertice incandescente nella COMUNIONE DEI FEDELI alle specie consacrate, dove “colui che ne mangia con fede, mangia Fuoco e Spirito” (E de E 17), in modo che essi, nutrendosi di Cristo Unico Pane, FORMINO IL CORPO MISTICO DELLA CHIESA nell’unità e nella pace.
don Silvio Zonin
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