La profezia su Gerusalemme |
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| Fede - Informazioni e consigli | ||||
| giovedì 18 gennaio 2007 | ||||
definitivo. Fece innalzare un muro intorno alla città. Nel furore della fame gli uomini strappavano il cibo alle donne e queste ai bambini. Vi furono anche mamme che uccisero i figli per mangiarseli. La città era come impazzita. Durante l'assedio gli ebrei buttavano i cadaveri dei loro morti fuori dalle mura ed i soldati romani dovevano camminare in mezzo ai cadaveri ed alla puzza. Tito intanto si andava avvicinando al cuore della città, finchè alla fine solo il tempio resisteva ancora. Quando tutti gli assalti si rivelarono inutili, Tito ordinò di dare fuoco alle porte del tempio inferiore. L'incendio si estese ai colonnati e durò tutto il giorno e la notte. Il giorno dopo Tito voleva far spegnere il fuoco per salvare il tempio vero e proprio, ma nella confusione un soldato buttò una torcia attraverso una finestra in un corridoio del tempio. Tito accorse inutilmente. Il tempio era in preda alle fiamme e cadde a pezzi. Allora ordinò che tutti gli edifici della città fossero rasi al suolo e, come predisse Gesù, non rimase che pietra su pietra. Spaventoso fu il bagno di sangue ed il saccheggio. Nelle ultime settimane furono crocifissi attorno alle mura fino a 500 ebrei prigionieri al giorno, fino a che non ci furono più croci. Dopo la presa, i romani uccisero tutti, tenendo solo i ragazzi sotto i 17 anni per venderli come schiavi. Giuseppe Flavio calcolò in 97.000 i prigionieri ed in 1.100.000 i morti nella presa di Gerusalemme.
Cristo aveva minacciato il castigo, che si avverò. Allo stesso modo Dio, come predetto, getterà nell'Inferno coloro che lo avranno meritato. Ma ai buoni Egli ha promesso una gloria eterna.
Mario Girardello
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