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Il maestro Bartolucci, che oggi ha 90 anni, era stato a suo tempo nominato direttore a vita della Cappella Sistina dall'allora papa Pio XII (1956). Dopo il Vaticano II iniziò ad essere osteggiato perchè si andava preferendo un tipo di musica "moderna", con strumenti quali chitarra, tamburi e ritmi moderni.
Da quando è divenuto papa, Benedetto XVI ha manifestato subito di voler procedere, nel campo liturgico e musicale, a quella che lui chiama “La riforma della riforma”.
Lo si è capito anche dalla cerimonia inaugurale in piazza S. Pietro, con una Messa improntata ad una classicità che non si vedeva da molti anni.
Ma come si è passati dall'organo alle chitarre, dal gregoriano al folk? Mah!
Certo è che dopo il Vaticano II le idee erano ben chiare.
Al riguardo del canto e della musica liturgica, il 15 marzo 1970 la C.E.I. dava queste disposizioni:
"... Il canto deve favorire la preghiera e non ostacolarla. E' doveroso ripeterlo perchè troppi abusi ci sono stati al riguardo e con la scusa di rendere musicalmente più viva e accetta ai giovani la liturgia, se ne è non di rado profanata l'espressione sacra....
...Un'ultima parola sull'uso degli strumenti. Siano davero "strumenti" a servizio dell'azione sacra, della parola, della partecipazione viva all'assemblea: non complessi per spettacoli di liturgia. Molte volte, invece, sembra che proprio nell'uso di questo o di quello strumento si faccia consistere la Messa per i giovani. Norme opportune sono già state date in proposito, non c'è che da richiamarle.
(S.C. art. 120)
... Gli strumenti che sono propri della musica profana siano tenuti completamente al di fuori di ogni azione liturgica e da pii e sacri esercizi."
(I.M.S. art. 63)
Come la mettiamo? Cosa ne pensate?
Mario Girardello
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