"Il legno è una cosa calda, animata, dolce - dice Luciano De Marchi - un materiale che sento vicino, che sento fratello. Il profumo del legno è impagabile perchè ci dà un riempimento dei sensi".
Per De Marchi la scultura è una necessità. C'è chi scolpisce per dominare, per opprimere. Lui scolpisce il legno per vivere, perchè per lui è una esigenza vitale. La scelta del soggetto da scolpire è un'azione spesso inconscia. Il tema religioso che ha scolpito di più è stata la natività. Gli dà un senso di pace, questo Bambino che nasce in una stalla, gli angeli che cantano, i pastori col gregge che si avviano alla grotta. Più che tanti pastori, a De Marchi piace scolpire tante pecore. Grandi, piccole, di tutte le taglie come sono gli uomini. E' il gregge di persone che vaga per il mondo e che deve salvarsi. Secondo l'artista, gli uomini devono diventare come gli alberi, ben ancorati a terra ma che continuano a dare ombra, frutti, legno senza mai chiedere niente a nessuno. Un continuo dare senza chiedere. Anche Gesù è un albero, l'albero della Vita.