|
MADRE MIA
Ogni giorno, madre mia,
attraverso le nebbie
dell’incertezza.
Ogni notte,
quando si lascia guardare,
cerco nel cielo
la stella
più luminosa
ed immagino il tuo sorriso.
Penso a quel tempo
dimenticato:
ai giorni in cui
non capivo,
sempre rapito
da quell’eterno andare
e
dall’esuberanza
di momenti
stracolmi di vita…
Ora, non è più così
ed alberi e fiori
increduli
mi parlano di te,
di quella tua saggezza
rassicurante:
quasi che il mondo,
non fosse,
quello che avevo creduto:
sempre all’inseguimento
di un diploma
o di una berlina nuova.
Ora so,
che ben poco rimane
di questo trascinarsi
sulla riva più feconda.
Ben poco,
sotto questo cielo
sproporzionato
di fronte
alla nostra pochezza.
Ma c’è là in fondo,
oltre la campagna,
oltre questi giorni scomposti,
oltre questi battiti irregolari
una pace nuova…
Un amico al quale aprire
la porta blindata del cuore.
Io l’ho conosciuto: è Gesù
e
mi aspettava da tanto tempo
osservando le mie paure
senza che io capissi.
Avrei potuto vederlo anche prima:
nello sguardo di un bambino
o in chi ha avuto meno fortuna di me.
Io lo voglio abbracciare.
E con Lui sarà
Ciò che rimane di questo cammino…
Volevo, madre mia,
solo
dirlo a te perché
so che tu
mi ascolti e sarai felice
di questo mio nuovo incontro…
|