Questo miracolo, avvenuto nell' VIII secolo a Lanciano in provincia di Chieti, è il più antico ad essere documentato. E' stato anche recentemente autenticato senza riserve dalla Scienza ufficiale a seguito di rigorose ed accurate analisi di laboratorio.
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Protagonista del fatto, un monaco greco, basiliano. Mentre stava celebrando la Santa Messa, subito dopo la Consacrazione, dubitò che le specie eucaristiche si fossero realmente trasformate nella carne e nel sangue di Cristo.
Improvvisamente, sotto gli occhi del frate e davanti agli spigottiti fedeli, l’Ostia ed il vino si mutarono in carne e sangue!
Di questo straordinario evento venne steso un accurato rapporto in una pergamena che venne in seguito sottratta ai francescani da due monaci basiliani. Oggi si conservano solo dei resoconti scritti del 1500.
Il 4 Marzo 1971 i Proff. Linoli e Bertelli resero pubblici i risultati delle analisi con una dettagliata relazione: quello che la tradizione popolare e religiosa aveva da sempre ritenuto un pezzo di "carne" era effettivamente tale e costituito da tessuto muscolare striato del miocardio.
I ricercatori dimostrarono, inoltre, che il frammento di miocardio ed il sangue appartenevano alla specie umana ed erano ambedue del gruppo AB, lo stesso della sindone.
Altro fatto strabiliante: quantunque queste reliquie siano state esposte per 1250 anni a forti escursioni termiche, all’umidità e soprattutto, agli attacchi di parassiti e di microrganismi, non sono inspiegabilmente andate incontro a decomposizione ed è incomprensibile anche come le proteine di cui sono costituite tali reliquie si siano mantenute integre.