Miracoli eucaristici: Torino (15) |
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| Fede - Fede & Misteri | |||||||||
Da tener presente che a quei tempi gli eserciti erano formati, a parte i comandanti, da sbandati, ladri e delinquenti che, tra un assalto e l'altro, rubavano a man bassa. Uno di questi entra nella chiesa di Exilles e ruba quanto gli pare di valore, compreso un ostensorio con inserita l'ostia consacrata. Poi mette tutto in un sacco in groppa al mulo e si dirige verso Torino con le truppe. Vi arriva il 6 giugno 1453. Mentre attraversa Piazza del grano, il mulo stramazza al suolo. Anche il sacco cade e si apre lasciando intravedere la refurtiva. La gente lo circonda curiosa, ed ecco che dal sacco esce un ostensorio che si innalza alto sulla piazza attorniato da un grande alone di luce. Nella Piazza c'è anche un sacerdote, un certo don Bartolomeo Coccòno, il quale si precipita a darne notizia al vescovo mons. Lodovico dei Marchesi di Romagnano. Questi, accompagnato da uno spontaneo corteo di clero e di popolo, si reca alla piazza ormai piena di gente con il naso in sù.
Allora il vescovo si fa portare subito un calice dalla vicina chiesa di S. Silvestro e lo innalza al cielo: l'ostia, piano piano, scende nel calice.
Processioni, preghiere, adorazioni, costruzione di una chiesa per ringraziare Dio di questo prodigio.
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