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Nella memoria

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Poesie e racconti - FRANCESCO DI LAURO
domenica 18 marzo 2007
dilauro

Titolo:         Nella memoria (i culi di mortadella)

 

Autore:        Francesco Di Lauro

  

   
   
 
  NELLA MEMORIA
 
 

Roma del dopoguerra

e dei culi di mortadella.

E tu, piccolo ometto,

seduto sul marciapiedi

attendevi i tuoi desideri.

 

E la cena, sempre quella

nelle borgate del dopoguerra:

erano sempre culi di mortadella

accompagnati, a volte,

da patate in padella.

 

Piccolo ometto, quante volte

ponte Mollo hai attraversato

mettendoti in fila, aspettando a volte ore,

con il freddo o il sole,

quell’odiato minestrone.

 

Roma del dopoguerra

dell’Americana assistenza,

burro, zucchero, marmellata;

per un po’ era quasi bello,

mangiare quel formaggio giallo.

 

Piccolo ometto, la vita

era quella: baracche,

ponti e culi di mortadella.

Poi, la neve del ’56 ad

imbiancare i tuoi desideri.

 

Desideri graffiati e scolpiti

sul legno dei banchi di scuola

con un corto temperino.

Calamaio e inchiostro nero,

penna d’osso con pennino.

 

Roma del dopoguerra,

delle passeggiate trasteverine.

Visita ai buoni parenti,

quasi un dovere: nonna, zio, zia,

tanta noia e tanta ipocrisia.

 

Che fine avranno fatto

i bambini dei banchi vicini

e i desideri nei loro cuoricini?

Si saranno avverati o son rimasti

nelle baracche e sui ponti appiccicati?

 

Piccolo ometto, e i tuoi desideri?

Ormai li ricordi vagamente

perché riposti in fondo alla mente e,

pensandoci bene, forse modificati,

quei sogni si sono avverati.

 

Eri un piccolo ragazzino,

ma oggi c’è Asia che ti chiama nonnino.

Lascia pure i ricordi tornare a galla;

Roma innevata era tanto bella

e buoni anche i culi di mortadella.  


 
 
 



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