Non abbiate paura! (43) |
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| Giovani - Stella Polare | ||||||||||||||||||||||||||||
| mercoledì 04 aprile 2007 | ||||||||||||||||||||||||||||
La paura sintetizza uno stato d’animo dell’uomo, radicato nel fondo del suo cuore, che nasce dall’incertezza e dall’insicurezza della salvezza. La paura mette in questione l’intera esistenza personale, arrivando persino a diventare nevrosi e sconvolgere la coscienza che una persona ha di sé.
“L’uomo non è tormentato solo dalla sofferenza e dalla decadenza progressiva del corpo, ma anche, ed anzi più ancora, dal timore di una distruzione definitiva. Ma l’istinto del cuore lo fa giudicare rettamente, quando aborrisce e respinge l’idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della sua persona” (41) L’uomo deve dunque superare la paura se non vuole fallire. “Tutti i tentativi della tecnica, per quanto utilissimi, non riescono a calmare le ansietà dell’uomo: il prolungamento di vita che procura la biologia non può soddisfare quel desiderio di vita ulteriore, invincibilmente ancorato nel suo cuore” (42) Soltanto una fede personale è in grado di controbilanciare questa paura ancestrale.
Cosa dice la Parola di Dio riguardo alla paura? 1) Innanzitutto la paura –in questo senso radicale e ancestrale- ha origine dal peccato: essa, infatti, è espressione della distanza che la nostra cattiva coscienza ha preso da Dio e porta ad una ulteriore e crescente distanza da Lui. In fondo qui l’uomo schiva Dio, perché ne ha paura (43) Inoltre, in questa situazione, l’uomo –nel suo profondo, tante volte inconscio- ha costantemente davanti il suo nulla, che gli causa, appunto, paura.
2) La paura è anche un’esperienza di fondo universale: è presentata come conseguenza di ogni empietà (44) L’empietà porta alla presunzione e, poi, alla paura. In particolare nei Salmi troviamo espressa questa esperienza: “hanno tremato di spavento là dove non c’era da temere” (45) Nei Salmi troviamo però anche un’indicazione preziosa: quando ogni altro aiuto svanisce, l’uomo ritrova finalmente il vero aiuto, quello che non viene mai meno. A questo punto, infatti, l’uomo impaurito riconosce (non inventa come qualcuno direbbe oggi) che Dio soltanto lo può salvare e consolare: “nell’angoscia gridarono al Signore ed egli li liberò dalle loro angustie” (46)
3) Alla paura di fondo si contrappone, come già accennato, l’esperienza di fede: la liberazione avviene per mezzo di Cristo e della redenzione da Lui attuata. Ogni situazione provvisoria e incrinata della nostra esistenza è diventata fondamentalmente risolvibile nel ‘sì’ di Dio a Gesù Cristo (47), dal momento che al posto del minaccioso nulla è subentrata la promessa salvifica della sicurezza in Dio.
La salvezza offertaci, infatti, raggiunge proprio gli abissi più estremi della perdizione umana (48) Cristo, in effetti, ha sperimentato l’ingiustizia, la sofferenza e la morte, perché noi, rimanendo stabili in Lui mediante la fede, vivendo nella storia, possiamo rimanere e conseguire la salvezza. Egli, come Dio, è divenuto partecipe del sangue e della carne umana (49), sperimentando la morte a vantaggio di tutti (50), e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed aver sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova (51) La fede ci permette di accogliere la sua grazia, che a sua volta, rende possibile il cammino di vera e crescente liberazione. E questo nella storia ‘vecchia’ degli uomini.
Ti auguro che tu faccia la tua esperienza pasquale di vita nuova.
Pace e Bene!!!
(40) Cf Mt 28,5. 10; Mc 16,6. (41) Cf GS 18. (42) Cf GS 18. (43) Cf Gen 3,8-10. (44) Cf Sap 17. (45) Cf Sal 52,6. (46) Cf Sal 107,6: questo è un versetto che come ritornello ‘ritma’ gli eventi di salvezza che Dio attua per il suo popolo. (47) Cf 2 Cor 1,19-20. (48) Cf Mt 27,46 (49) Cf Eb 2,14. (50) Cf Eb 2,9. (51) Eb 2,15. 18.
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