Non uccidere (2^ parte) |
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| Fede - Via libera | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| venerdì 02 marzo 2007 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
Sì … la vita è un dono, e questa frase , se può sembrare uno “slogan” un po’ troppo usato e forse ormai obsoleto, ripetitivo… è tuttavia da RISCOPRIRE. Il miracolo della vita che non è in nostro dominio assoluto, ma ci viene affidata. Ricordati che tu “non ti appartieni” in modo dispotico ma devi prendere cura di te stesso e affidarti a Colui che ti dona la vita. Egli si fida di te avendoti affidato l’esistenza, tu ti fidi di Lui? La vita è davvero a noi “affidata” cioè: c’è Chi ancora si fida di noi nel porre nelle nostre mani un “bene così grande e prezioso”.
Il V comandamento ci obbliga a RISPETTARE LA VITA sempre! E a qualunque prezzo. Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sè il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente.
Dice un detto, semplice, antico… “Ogni vita è sempre vita”.
Ogni vita umana, dal momento del concepimento fino alla morte, è sacra, perché la persona umana è stata voluta per se stessa ad immagine e somiglianza del Dio vivente. L’uccisione di un essere umano è gravemente contraria alla dignità della persona e alla santità del Creatore.
“Sei Tu che hai creato le mie viscere” Sal 139 [138],13.
Il comandamento “non uccidere” ci porta a promuovere attivamente la vita e sviluppare determinati atteggiamenti e comportamenti al suo servizio. Il Creatore ha affidato la vita dell’uomo alla sua responsabile sollecitudine, non perché ne disponga in modo arbitrario, ma perché la custodisca con saggezza e la amministri con amorevole fedeltà. Dio ci chiede di amare e onorare la vita di ogni uomo e di ogni donna e di lavorare con costanza e con coraggio, perché nel nostro tempo, attraversato da troppi segni di morte, si instauri finalmente una nuova cultura della vita, frutto della cultura della verità e dell’amore. ( cfr. Evangelium Vitae, Lettera enciclica di Giovanni Paolo II , 25 marzo 1995, nn. 76 - 77 )
“ Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio” ( Sal. 139 [138], 14 )
La Chiesa con la forza data a lei dal “ Dio della vita” annuncia ancora con coraggio la SACRALITA’ DELLA VITA: “Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, di genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo steso suicidio volontario; tutto ciò che viola l’integrità della persona umana, come le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, gli sforzi per violentare l’intimo dello spirito; tutto ciò che offende la dignità umana, come le condizioni infraumane di vita, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, o ancora le ignominiose condizioni di lavoro con le quali i lavoratori sono trattati come semplici strumenti di guadagno e non come persone libere e responsabili; tutte queste cose e altre simili, sono certamente vergognose e, mentre guastano la civiltà umana, inquinano coloro che così si comportano ancor più che non quelli che le subiscono, e ledono grandemente l’ONORE DEL CREATORE” ( cfr. Evangelium Vitae n. 3)
Nel ricercare le cause del fatto di trascurare un valore così grande come quello della vita, si verifica che l’oscuramento e lo smarrimento del “senso di Dio” provoca un seguente “smarrimento del senso dell’uomo”, della sua dignità e della sua vita. L’eclissi del senso di Dio e del senso dell’uomo produce una cultura del potere assoluto sugli altri e contro gli altri; una lotta tra la “cultura della vita” e la “cultura della morte”… confusione tra il bene e il male in riferimento allo stesso fondamentale diritto alla vita.
LA VITA È UN BENE!!!
Quando non si riconosce Dio come Dio, e l’uomo come creatura uscita dal suo pensiero e dalle “sue mani”, si tradisce il senso profondo dell’uomo e si banalizza la sua stessa vita.
“ Lo hai fatto poco di meno degli angeli e di gloria e di onore lo hai coronato” (Sal. 8,6)
La Gloria di Dio è l’uomo vivente, ripeteva S. Ireneo!!!! Vi sono due vie dice il Salmo primo: UNA DELLA VITA E L’ALTRA DELLA MORTE!!! Così dice il Catechismo: La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita . (Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra ) Salmo 139,15
Fin dal suo concepimento il bambino ha diritto alla vita.
L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è una pratica “vergognosa” gravemente contraria alla legge morale.
La Chiesa condanna con una pena canonica di scomunica chi pratica l’aborto, inclusi i complici senza la cui opera esso non sarebbe stato realizzato.
Ricordati: fin dal primo istante, il concepito deve essere trattato come persona, difeso nella sua integrità, custodito nelle sue fasi di sviluppo, curato e guarito se necessario… trattato dunque come ogni altro essere umano!
Il dono della vita ci insegna anche che l’amore umano deve essere sempre aperto… ogni forma voluta di contraccezione, è contro la vita. Anche la pratica della eutanasia, qualsiasi ne siano le forme e i motivi, costituisce un omicidio. È gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente suo Creatore. Così il suicidio contraddice alla naturale inclinazione dell’essere umano a conservare e perpetuare la propria vita. È contrario alla giustizia, speranza e carità e se si carica di assurdo esempio di disprezzo della vita è anche grave scandalo. Tuttavia gravi disturbi psichici, l’angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida.
Spesso si considera poca cosa scandalizzare l’anima altrui… Chi induce altri a peccare in modo deliberato, chi si fa tentatore con parole o azioni pecca gravemente contro la vita spirituale del prossimo. Anche colui che non si prende cura della sua salute personale, psicologica – fisica - spirituale, anzi, se contribuisce con cattive abitudini a deteriorare la propria persona, pecca contro il V comandamento. Così l’uso della droga costituisce una colpa grave e il loro traffico costituisce come detto precedentemente un grave scandalo.
Nel V comandamento viene inclusa anche ogni forma di uccisione della buona fama di ogni persona. La calunnia (accusare una persona di una colpa mai esistita e ridurre la sua dignità) è un grave peccato, così la detrazione (andare a dire in giro un peccato di una persona, anche se corrisponde al vero ) e in alcuni casi particolari anche la mormorazione.
Il V comandamento richiama anche la difesa della pace. Nostro Signore chiede la pace del cuore ( Vi lascio la pace vi do la mia pace ). L’ira, il desiderio di vendetta, l’odio volontario… uccide il fratello anche senza togliergli la vita fisica. Ogni forma di violenza verbale e di azione contro il fratello richiama l’atteggiamento omicida di Caino.
Come hai potuto ascoltare, fratello e sorella Dio ci ha donato tanto bene con il dono della vita… Dobbiamo ripartire nella considerazione di questo grande, unico, personale e collettivo bene, per rinnovare la cultura della vita. Troppo spesso anche i cristiani credenti cadono nella banalizzazione della vita o a formulare dei propri e veri attentati contro la vita. Spesso molti cristiani scindono la loro vita di fede con la loro vita concreta… non riconoscono le esigenze etiche della vita.
Si va alla comunione con grande facilità, si va alla sorgente della vita, l’Eucaristia, con il cuore che segue percorsi di morte, con comportamenti inaccettabili.
Dobbiamo volere formare la nostra coscienza personale e comunitaria circa il valore incommensurabile e inviolabile di ogni vita umana. Non c’è libertà vera, vera umanità là dove la vita non è accolta e amata!
Ricordati… CHI PECCA CONTRO IL V COMANDAMENTO, CONTRO LA VITA, E CONTRO CIO’ CHE SIN ORA ABBIAMO DETTO, DEVE CHIEDERE PERDONO A DIO, CON LA CONTRIZIONE DEL SUO CUORE E LA CONFESSIONE SACRAMENTALE.
In conclusione vorrei fare un appello a tutte le donne che hanno ricevuto da Dio il dono della Maternità. La donna che ha custodito nel grembo una vita crescente, ogni donna che ha nei suoi geni il senso di maternità ed è per natura terreno di vita anche se per circostanze particolari non possa sperimentare una nuova vita dentro sé… si faccia testimone credibile della vita.
LA VITA: DIO TI HA DATO LA VITA…. SII UN ESSERE VIVENTE… VIVI !!!
Pace e Bene!!!
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