Prove dell'esistenza del Paradiso |
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| Fede - Informazioni e consigli | ||||||||
| domenica 19 novembre 2006 | ||||||||
del Paradiso usando diversi termini: Regno di Dio: "...Voi cercate il regno di Dio e fate la sua volontà..." (Mt 6,33) Regno dei cieli: "...entrerà nel regno dei cieli chi fà la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Mt 7, 21) Vita eterna: "...i giusti andranno nella vita eterna" (Mt 25,p 46) Cielo: "Padre nostro, che sei nei cieli..." Mt 6,9) Casa del Padre: "Nella casa del Padre mio c'è molto posto..." (Gv 14, 2) Paradiso: "Ti assicuro che oggi sarai con me in Paradiso..." (Lc 23, 43)
Nel libro della Sapienza è scritto: "Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio; nessun tormento le colpirà..." (Sap 3, 1) Gesù dice ancora: "Venite voi che siete i benedetti dal Padre mio; entrate nel regno che è stato preparato per voi dalla creazione del mondo..." (Mt 25, 34);
"Rallegratevi perchè i vostri nomi sono scritti in cielo..." (Lc 10, 20); "I giusti andranno nella vita eterna" (Mt 25, 46)
S. Paolo scriveva: "La nostra attuale sofferenza è poca cosa e ci prepara ad una vita gloriosa che non ha l'uguale. Sappiamo di avere in cielo un'altra abitazione costruita da Dio, che dura per sempre" (2 Cor 4, 17 5, 1); Fratelli, la nostra patria è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù" (Fil 3, 20).
Molti scienziati che hanno studiati i popoli presenti sulla terra convengono che è più facile trovare dei popoli che non abbiano nè città, nè case, nè scuole, nè leggi, nè scrittura, che trovarne uno senza il suo Paradiso.
S. Agostino racconta di un giovane che, dopo morte, è apparso a parecchie persone; il popolo fu confermato nell'idea della santità del giovane e, quindi, di una vita migliore. Sant'Ambrogio ricorda che la vergine romana Santa Agnese apparve in raggianti splendori ai suoi genitori che piangevano sulla sua tomba, accompagnata da altre vergini, e li consolò dicendo: "Miei cari, non affliggetevi come se fossi morta; sappiate che io godo in Paradiso una vita nuova, in compagnia di queste vergini, presso Gesù che ho amato con tutto il cuore sulla terra...". S. Tommaso d'Aquino ricorda l'apparizione di sua sorella, liberata dal Purgatorio, che lo ringraziò dei suffragi e lo assicurò che si trovava in Paradiso. La notte del 4 aprile 1839 apparve a San Giovanni Bosco l'amico defunto Luigi Comollo, il quale gli disse con accento ineffabile: "Sono salvo!".
La Tradizione cristiana ci insegna che in Paradiso regna un'armonia perfetta fra la moltitudine dei beati. L' appartenenza dei singoli spiriti ai vari Cori angelici non li costringe a rimanere fissi in uno spazio: lo spazio, come il tempo, per loro non esiste. Possono trasferirsi in un baleno in altre sedi in un processo di scoperta sempre nuova fondata sull'immensa grandezza di Dio. E' certo che il livello di comunione con Dio viene irrevocabilmente determinato dal grado di gloria di ciascuno in rapporto alle scelte fatte sulla terra, ma la felicità essenziale sarà la stessa per tutti i beati in quanto tutti vedranno, possederanno e godranno lo stesso Dio. La maggior felicità degli uni non potrà nuocere alla minore felicità degli altri perchè, amando pienamente ciò che è giusto, sono incapaci della minima invidia. Colui che va a dissetarsi ad una fonte perenne, non è dispiaciuto se altri bevono più di lui.
Gli eletti che sono in Paradiso: - hanno una intelligenza assai penetrante nella conoscenza di Dio, delle persone e dell'universo; - possiedono una volontà immutabile nell'amore di Dio e del prossimo; - conoscono ciò che avviene nel mondo e possono aiutare ed assistere chi chiede il loro aiuto. I santi che sono nel cielo amano, godono, sperano e pregano con i loro fratelli che vivono nel mondo. Questo nasce dall'unione dei glorificati con il Signore Gesù.
Ricordiamoci che, come esiste il Paradiso quale premio, esiste anche l'Inferno quale castigo eterno.
Mario Girardello
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