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“Nel giorno detto del Sole ci riuniamo tutti in uno stesso luogo, sia quelli in città che quelli in campagna, e leggiamo le memorie degli apostoli e gli scritti dei profeti, finchè il tempo lo permette.
Terminata la lettura, colui che presiede tiene un discorso di ammonizione e di esortazione ad imitare tutti i begli esempi sentiti.
Quindi tutti ci alziamo e preghiamo insieme.
Poi, come dicemmo, al termine delle preghiere viene portato il pane, con il vino e l’acqua; e chi presiede con tutte le sue forze innalza la preghiera di ringraziamento, e il popolo acclama “Amen".
Si fa allora la distribuzione e la comunione a ciascuno dei presenti, del cibo consacrato, e i diaconi ne portano agli assenti.
I facoltosi e anche gli altri, secondo possibilità e generosità, lasciano delle offerte che vengono raccolte e consegnate a colui che presiede. Questi le userà per aiutare gli orfani, le vedove e quanti per malattia o altra ragione sono nel bisogno, per i carcerati e i forestieri di passaggio.
Insomma egli soccorre chiunque si trovi in necessità”.
San Giustino precisa inoltre:
"I cristiani si riuniscono nel giorno del Sole perchè, secondo una leggenda ebraica, è il giorno della creazione ed è il giorno in cui Gesù Cristo nostro Salvatore è risorto dai morti".
E poi spiega con molta chiarezza che cosa è l’Eucaristia:
“Noi prendiamo questo cibo non come pane comune o come bevanda comune; ma, come Gesù Cristo nostro Salvatore, incarnatosi in virtù del Verbo prese carne e sangue per la nostra salvezza, così anche questo alimento, consacrato con le sue parole nella preghiera eucaristica, di cui si nutrono, assimilandolo, la nostra carne e il nostro sangue, secondo quanto ci è stato insegnato, è carne e sangue di Gesù incarnato.
Gli Apostoli infatti nelle loro Memorie, che sono dette Vangeli, tramandano ciò che Cristo aveva loro ordinato:
Gesù prese il pane, e dopo aver reso grazie disse loro: “Fate questo in memoria di me, questo è il mio corpo”.
Similmente, preso il calice e rese grazie, disse: “Questo è il mio sangue”,
e a loro soltanto ne offerse".
Si tratta di una celebrazione per comunità piccole, di qualche decina di persone forse, ma vediamo che la struttura del rito è chiara ed è quella stessa che noi conosciamo:
- un raduno (nel giorno memoriale della Risurrezione del Signore)
- una liturgia della Parola, con omelia e la preghiera comune
- la presentazione delle offerte
– la Preghiera eucaristica con la consacrazione del pane e del vino (con le parole stesse di Gesù)
– l’acclamazione dell’assemblea
– la Comunione (al pane consacrato e al calice)
– la Comunione portata agli assenti
– le offerte dei fedeli raccolte per la carità e l’aiuto ai bisognosi.
(segue)
don Silvio Zonin
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