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Quando è iniziata la Messa? (4)

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Fede - La S. Messa: come è nata, come si articola
mercoledì 27 giugno 2007
La Messa è sempre stata celebrata nello stesso modo?

 

Un martire del II° secolo, San Giustino (filosofo di origine palestinese, decapitato a Roma verso il 165) ci ha lasciato nei suoi scritti il racconto interessante di una celebrazione domenicale.

Siamo a ROMA, intorno al 150 (meno di 50 anni dalla morte dell’ultimo Apostolo):

 

“Nel giorno detto del Sole ci riuniamo tutti in uno stesso luogo, sia quelli in città che quelli in campagna, e leggiamo le memorie degli apostoli e gli scritti dei profeti, finchè il tempo lo permette.

Terminata la lettura, colui che presiede tiene un discorso di ammonizione e di esortazione ad imitare tutti i begli esempi sentiti.

Quindi tutti ci alziamo e preghiamo insieme.

Poi, come dicemmo, al termine delle preghiere viene portato il pane, con il vino e l’acqua; e chi presiede con tutte le sue forze innalza la preghiera di ringraziamento, e il popolo acclama “Amen".

Si fa allora la distribuzione e la comunione a ciascuno dei presenti, del cibo consacrato, e i diaconi ne portano agli assenti.

I facoltosi e anche gli altri, secondo possibilità e generosità, lasciano delle offerte che vengono raccolte e consegnate a colui che presiede. Questi le userà per aiutare gli orfani, le vedove e quanti per malattia o altra ragione sono nel bisogno, per i carcerati e i forestieri di passaggio.

Insomma egli soccorre chiunque si trovi in necessità”.

 

San Giustino precisa inoltre:

"I cristiani si riuniscono nel giorno del Sole perchè, secondo una leggenda ebraica, è il giorno della creazione ed è il giorno in cui Gesù Cristo nostro Salvatore è risorto dai morti".

 

E poi spiega con molta chiarezza che cosa è l’Eucaristia: 

“Noi prendiamo questo cibo non come pane comune o come bevanda comune; ma, come Gesù Cristo nostro Salvatore, incarnatosi in virtù del Verbo prese carne e sangue per la nostra salvezza, così anche questo alimento, consacrato con le sue parole nella preghiera eucaristica, di cui si nutrono, assimilandolo, la nostra carne e il nostro sangue, secondo quanto ci è stato insegnato, è carne e sangue di Gesù incarnato.

Gli Apostoli infatti nelle loro Memorie, che sono dette Vangeli, tramandano ciò che Cristo aveva loro ordinato:

Gesù prese il pane, e dopo aver reso grazie disse loro: “Fate questo in memoria di me, questo è il mio corpo”.

Similmente, preso il calice e rese grazie, disse: “Questo è il mio sangue”,

e a loro soltanto ne offerse".

 

Si tratta di una celebrazione per comunità piccole, di qualche decina di persone forse, ma vediamo che la struttura del rito è chiara ed è quella stessa che noi conosciamo:

 

- un raduno (nel giorno memoriale della Risurrezione del Signore)

- una liturgia della Parola, con omelia e la preghiera comune

- la presentazione delle offerte

– la Preghiera eucaristica con la consacrazione del pane e del vino (con le parole stesse di Gesù)

– l’acclamazione dell’assemblea

– la Comunione (al pane consacrato e al calice)

– la Comunione portata agli assenti

– le offerte dei fedeli raccolte per la carità e l’aiuto ai bisognosi.  

 

(segue) 

 

don Silvio Zonin

 
 

  



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