Quelli che non credono , si salvano? (26) |
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| Giovani - Stella Polare | ||||||||||||||||||||||||||
| sabato 14 ottobre 2006 | ||||||||||||||||||||||||||
Dio, nella verità, non deluderàCome hai potuto notare si sta parlando della scomparsa dell'amico/a e di come la fede cristiana, con tanta forza e luce, ci aiuta ad affrontare questo momento di difficoltà, difficoltà che a volte può essere estrema.
Veramente la risposta cristiana, che non è fondata su parole, ma sul fatto della morte e risurrezione di Gesù Cristo, non ha eguali e ci dà vera forza, al punto che non dobbiamo assolutamente mai disperarci, né affliggerci, anche se sentiamo momentaneamente la mancanza di chi è 'scomparso'. Rimane un aspetto da approfondire in questo senso: chi non è credente, si salva? Infatti, tra i nostri amici e amiche c'è chi fa parte anche della schiera di coloro che si dicono non credenti. Innanzitutto partiamo sempre dalla Parola di Dio. Troviamo nella prima lettera di s. Paolo a Timoteo queste parole : "Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, che ha dato sé stesso in riscatto per tutti". "Questa è una cosa bella e gradita a Dio…" stava parlando della preghiera (v 1-3 che precedono il testo che ti ho evidenziato) d'intercessione, supplica e ringraziamento per tutti gli uomini! "Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" La volontà di Dio è, quindi, che tutti gli uomini si salvino, anche i nostri amici che dicono di non credere. Da parte di Dio questo è il suo intento, la sua intenzione. "Uno solo è Dio e uno solo il mediatore…l'uomo Cristo Gesù che ha dato sé stesso in riscatto per tutti". Questa salvezza Dio la attua attraverso Cristo Gesù, il quale ha dato sé stesso in riscatto per tutti. Anche qui, come puoi notare ritorna questo tutti. Tutti, dunque, sono candidati alla salvezza. Il che vuol dire che Dio non esclude nessuno e che Dio cercherà fin da questa vita terrena, rispettando la libertà di ciascuno, di fare in modo che ognuno si salvi. Il Concilio Vaticano II, in un documento intitolato Gaudium et spes (=GS), cioè Gaudio e speranza parlando di Cristo e della salvezza, al n° 22 dice così: • e ciò (la salvezza) non vale solo per i cristiani • ma anche per tutti gli uomini di buona volontà • nel cui cuore lavora invisibilmente la grazia • Cristo, infatti, è morto per tutti • e la vocazione dell'uomo è una sola, quella divina (alla comunione con Dio; cf GS 19) • perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo • dia a tutti la possibilità di venire associato nel modo che Dio conosce • al Mistero pasquale (di Gesù Cristo) Primo punto fondamentale: viene ribadito che Dio vuole tutti salvi. Mediante lo Spirito, Dio -nel modo che Lui conosce- dà a tutti la possibilità di venire associato al Mistero pasquale di Gesù Cristo, da cui scaturisce la salvezza. Cristo, infatti, è morto per tutti . La possibilità: il linguaggio tiene conto della libertà di ogni uomo. Non è automatica l'adesione al bene, ma va scelta. Sorge, allora, una domanda: come può essere associato, a questa possibilità, chi non conosce Cristo? La liturgia nella sua preghiera (Prece Eucaristica IV) ci indica quegli uomini che cercano Dio con cuore sincero: questi sono comunque credenti -cercano infatti Dio con cuore sincero- anche se non fanno parte della comunità cristiana (nel testo si è già pregato per la comunità cristiana). Il testo della Gaudium et Spes, citato sopra, aggiunge gli uomini di buona volontà, cioè che hanno volontà di bene, vogliono il bene dell'uomo e dell'umanità. Anche questa sembra già essere una disposizione a collaborare con Dio. Dio conosce il cuore dell'uomo, anche se non sempre quell'uomo conosce Dio. Qui, però, è bene specificare, per non andare contro il Vangelo, che -come dice GS 19- "senza dubbio coloro che volontariamente cercano di tenere lontano Dio dal proprio cuore e di evitare i problemi religiosi non seguendo l'imperativo della propria coscienza, non sono esenti da colpa". Allora la Chiesa affida queste persone al Signore e alla sua misericordia; li avverte che il loro atteggiamento è sbagliato, ma non li condanna, perché il giudizio appartiene al Signore! Quindi concludendo: per i nostri amici e amiche scomparsi che si dicono non credenti, ma che cercano sinceramente il bene e soprattutto Dio, abbiamo una buona speranza. Per coloro che appositamente allontanano Dio dalla loro vita, riconosciamo che questo è comunque un atteggiamento sbagliato, però li affidiamo ugualmente al Signore che solo conosce ciò che c'è in ogni uomo. Certo se crediamo veramente, cioè se la nostra fede è vera, questa è la condizione migliore, certa, forte per la nostra salvezza. Chi crederà avrà la vita eterna cioè permetterà a Dio di comunicargliela perché la fede è questa apertura a Dio nella nostra vita. Questa è la certezza del credente certezza che lo spinge a rispondere con gioia al dono della fede per sé, diventando segno per tutti.
Pace e bene!
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