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Scaramanzia (35)

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Giovani - Stella Polare
giovedì 28 dicembre 2006
Gli idoli sono solo un prodotto dell'uomo
gianluigi Come sempre, anzi sempre più, soprattutto con l’avvicinarsi della festa dell’ultimo dell’anno, assistiamo al susseguirsi di proposte di maghi riguardo a loro teorie, amuleti, oroscopi,…
 

per poter verificare, dopo le difficoltà attraversate nell’anno che sta per finire, se il prossimo sarà più fortunato, più sereno, più intriso di ‘occasioni d’amore’ (così le chiamano) e di danaro (magari con una bella vincita).

Sta di fatto che questo è diventato un vero giro d’affari, una industria invisibile, ma piena di profitto. Quello che mi sbalordisce è che, nonostante le recenti smascherazioni, molti ancora ci credono, ascoltano, prendono sul serio queste cose. E non solo persone che non hanno studiato, ma anche persone di cultura, specializzate su tante cose importanti, ma che in questo veramente sono non formate, dipendenti, retrograde.

 

Vediamo prima di tutto cosa significano le parole scaramanzia e superstizione .

Scaramanzia: parola, gesto, segno che, nella superstizione popolare, libera o difende dal malocchio.

Superstizione: deriva da ‘super stare’, cioè stare sopra; indica sovrastruttura. All’interno della religione indica un residuo di antichi culti e di precedenti credenze religiose non completamente eliminato.

Qui, c’è da dire una cosa: che ci sono dei non credenti che scadono nella superstizione, nonostante la loro contrapposizione alla fede vera.

Se invece il loro dirsi non credenti è in riferimento ad una religiosità di tipo superstizioso, allora fanno bene: la fede è un'altra cosa, è alleanza storico-salvifica col Dio vivente.

 

Alla luce di tutto questo, ti propongo un testo della Bibbia che è molto significativo in questa prospettiva (anche se il suo senso va oltre quanto è qui scritto): si tratta del Capitolo 44 del profeta Isaia, che io ti leggo e commento in parte (per questo ti consiglio di leggerlo personalmente tutto intero, così ti aiuterà sia per la fine dell’anno, sia per l’anno nuovo che incomincia) .

 

“ I fabbricanti di idoli sono tutti vanità e le loro opere preziose non giovano a nulla”

 

mi sembrano parole che non hanno bisogno di spiegazione come pure quelle che continuano il pensiero

 

“ma i loro devoti non vedono né capiscono affatto perciò saranno coperti di vergogna”.

 

La vergogna sarà proprio dovuta al fatto che da essi ricercavano benessere e invece troveranno vuoto.

 

“Chi fabbrica un dio e fonde un idolo senza cercarne un vantaggio?”

 

Così vengono smascherate le reali intenzioni dei fabbricanti di idoli: il vantaggio personale!

 

"Ecco tutti i suoi seguaci saranno svergognati; gli stessi artefici non sono che uomini. Si radunino pure e si presentino tutti; saranno spaventati e confusi insieme”.  

 

Tutta una questione umana, che cioè non va oltre il ‘naso' dell’uomo.

E ora il profeta, con ironia sottile, mette in evidenza la realtà delle cose.

 

“Il falegname stende il regolo, disegna l’immagine con il gesso; la lavora con scalpelli, misura col compasso, riproducendo una forma umana, una bella figura d’uomo da mettere in un tempio.”

 

L’autore mette in evidenza questa umanità del lavoro, attento e preciso, per arrivare a fare una statua da mettere in un tempio: bella, ma rimane solo una costruzione dell’uomo. Non è niente di più di quello che si vede: un pezzo di legno! (lo stesso vale se fosse pietra o ferro)

 

“Egli si taglia cedri, prende un cipresso o una quercia…tutto ciò diventa per lui legna da bruciare… Una metà la brucia nel fuoco, sulla brace arrostisce la carne, poi mangia l’arrosto e si sazia. Ugualmente si scalda e dice ‘mi riscaldo, mi godo il fuoco’. Con il resto fa un dio, il suo idolo; lo venera, lo adora e lo prega ‘salvami perché sei il mio dio!”

 

Nota questa ironia che evidenzia, con una semplicità disarmante, la costruzione di un idolo con lo stesso legno con cui ci si scalda e si cucina.

Allora il profeta che vuole il bene della sua gente –è per questo che li richiama in modo forte-, proprio perché idolatra o tentata di idolatria in quanto esiliata in terra pagana, evidenziando questa cecità che oscura…

 

“Non sanno e non comprendono; una patina impedisce agli occhi loro di vedere e al loro cuore di capire.

Essi non riflettono, non hanno scienza e intelligenza per dire: ‘ho bruciato nel fuoco una parte, sulle sue braci ho cotto perfino il pane e arrostito la carne che ho mangiato; col residuo farò un idolo abominevole?

Mi prostrerò dinanzi a un pezzo di legno?”

 

…e l’impotenza che ne deriva…

 

“Si nutre di cenere, ha un cuore illuso che lo travia; egli non sa liberarsene e dire ‘ciò che tengo in mano non è forse falso?”

 

…richiama al Dio vivente…

 

“Ricorda tali cose, o Giacobbe, o Israele, poiché sei mio servo. Io ti ho formato, mio servo sei tu; Israele non sarai dimenticato da me. Ho dissipato come nube le tue iniquità e i tuoi peccati come una nuvola. Ritorna a me poiché io ti ho redento.”

 

Ecco ciò che è importante per vivere in pienezza la vita: non gli idoli fabbricati in casa, ma un vero rapporto col Dio vivente. Non le parole umane di maghi, oroscopi e ciarlatani, ma la Parola di Dio che ci illumina e ci guida. Non gli artifici di riti magici o esoterici, ma la benedizione e la comunione con il Dio vivente.

Solo così il buon anno sarà vero.

Pace e bene!

 

 

_ Informazioni ___
  Produzione New Software
  Copyright teleAmore
  Regia Mario Girardello
  Cast Fra Gianluigi Moreschi
  Anno 2006
  DVD Non disponibile
     


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Commenti
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cristina - commento IP:87.2.92.xxx | 2007-01-01 11:16:50
davvero un buon augurio , attuale , chiaro ,e pieno di speranza.
a tutti i frati il mio più umile augurio per un sereno 2007
Anonimo IP:82.88.126.xxx | 2007-01-02 08:57:41
Grazie dell'augurio che contraccambio di cuore a tutti voi !
Che il Signore vi conservi cosi'!
marco r. bologna - auguri IP:82.52.22.xxx | 2007-01-06 11:57:03
questa mattina finalmente sono riuscito a connettermi con il vs sito e ... non mi sembra vero di potervi vedere comodamente da casa. Ti ringrazio x gli auguri di buon anno che ti prego rigirare a tutti i fratelli. Ci vediamo senz'altro il 17 a monteveglio, ti ringrazio x tutto quello che fate x tutti noi. A presto
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