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Segni e prodigi (8)

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Famiglia - Le avventure di un capofamiglia
lunedì 11 dicembre 2006
...ondate di profumo... segni  nel sole... riposo dello Spirito...

Pur non trascurando la vita liturgica nella propria parrocchia, si può prendere parte a pellegrinaggi, liturgie e riunioni altrove. Tutto aiuta ad irrobustire la nostra fede in Dio. Può anche accadere, in queste circostanze, di essere testimoni di avvenimenti insoliti


che ci possono convincere sempre più di quanto Dio sia Padre, di quanto Maria sia Madre.

 

Intendo riferirmi a:

- ondate di profumo che si possono percepire in determinati luoghi,

- manifestazioni quanto meno strane nel sole o nelle nuvole,

- fenomeni di “riposo dello spirito”,

- moltiplicazione di particole,

- benefici prodotti dalle “acque a luce bianca” presenti in tanti santuari mariani.

 

Per non parlare di persone con carismi particolari, tipo:

- dono ci conoscenza,

- dono di guarigione,

- dono di liberazione,

- dono di locuzione,

- dono di levitazione.

 

Questi sono pochi esempi degli svariati mezzi con i quali Dio ogni giorno aiuta, sprona, incoraggia, rassicura i Suoi figli. E’ risaputo che non c’è una scala di merito per essere testimoni di eventi o strumenti di Dio. Tutto avviene a Sua insindacabile scelta.

Sono certo che, tra voi che state leggendo, molti conoscono alcune se non tutte queste manifestazioni.

L’approccio è il più disparato: chi l’ha vissuto, chi è stato testimone diretto, chi ne ha sentito parlare da altri, chi è completamente all’oscuro.

Anche il giudizio è altrettanto vario: chi ci crede, chi pensa ad una messa in scena, chi esclude a priori, chi si incuriosisce, chi compatisce.

E’ così da sempre. Le prime parole pronunciate da San Pietro (appena uscito dall’abitazione dove lo Spirito Santo era sceso sulla Madonna e sugli apostoli) sono state a difesa degli stessi apostoli (che avevano iniziato a parlare in diverse lingue) dallo scetticismo della gente accorsa davanti alla casa per aver udito “…un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo”.

 

Al capitolo 2 degli Atti degli Apostoli leggiamo:

“Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto».

Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole:  Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino…”.

 

E non si può pretendere che tutti vedano le cose in un unico modo. Ognuno di noi ha intelletto e volontà per decidere autonomamente la linea da tenere.

Del resto, anche le prime creature di Dio, gli angeli, non la pensavano allo stesso modo.

Da allora sono divisi in angeli e demoni. L’immenso amore di Dio permette anche questo, salvo poi pagarne le conseguenze a tempo debito.

 

Dio è immenso amore ma anche perfetta giustizia. Se andiamo in una mensa scolastica a mezzogiorno e mettiamo davanti a tutti i ragazzi la stessa portata, vedremo che ci sarà chi la mangerà d’un fiato, chi si sforzerà di mangiarla e chi proprio non ne vorrà sapere.

Eppure, chi ha servito il cibo a mensa sapeva di portare qualcosa di buono.  

 

Mario Girardello  (continua) 

 

 


 



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