La versione Italiana delle “sale d’accoglienza” sono gli “asili”.
Nati dallo stesso concetto di accoglienza si mostrano orientati anche all’assistenza. Un primo esempio lo troviamo in Piemonte con l’“asilo aportiano”.
Un istituto, che oltre ad accogliere, intendeva istruire sui valori morali, etici e religiosi tramite la disciplina. Un’ideale positivo reso però negativo, dall’eccessiva istruzione e dal metodo troppo rigido.
Successivamente in Germania nascono i “kinder garden”, dove i bambini venivano concepiti come “pianta” ed educati lasciando la massima libertà al bambino.
Da qui s’inizia ad intendere il bambino come un soggetto che va seguito e stimolato secondo i propri interessi dando vita a sempre nuove metodologie d’insegnamento.