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TRAMONTO
Lo attendo,
con le braccia oramai stanche,
guardandolo con gli occhi
esagerati
di un bambino
nel suo ingegnoso distendersi:
è il tramonto.
Chiunque, da qui,
lo può ammirare
perché un tramonto
non lascia mai indifferenti.
In esso vi è il significato
del tempo vissuto e
spesso
ci puoi leggere
il saluto di Dio.
Sia esso osservato
da una baia tranquilla
o dal ciglio di una strada
è sempre tale,
e si ripete
senza badare
alla volgarità
ed all’ipocrisia del nostro tempo…
Spesso, fissandolo,
sento
voglia di piangere
e le braccia
cedono alla gravità.
Fra poco, sopra di noi,
sopra tutte le nostre inquietudini,
un milione di stelle incomprensibili
prenderanno il suo posto,
e come comparse sconosciute
trasporteranno al domani
le nostre paure.
Io non so più quanto
i giorni ci pieghino
agli inganni
ed a questo
strano essere uomini,
ma so
che nel tramonto,
nel suo indecifrabile ripetersi,
per un attimo trovo
un senso
a ciò che sono
o dovrei essere…
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