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Il peso del carro procurò la frattura della tibia della gamba destra.
Trasportato all'ospedale, fu chiaro che l'unica soluzione era quella di amputargli la gamba per evitare una cancrena.
Prima di sottoporsi all'operazione nell'ospedale reale di Saragoza, chiese di essere portato nel Santuario del Pilar per pregare e ricevere i sacramenti.
Gli venne quindi amputata la gamba quattro dita sotto il ginocchio, e la parte asportata fu sepolta nel cimitero dell'ospedale.
Non potendo più lavorare, si mise a mendicare davanti alla porta del Santuario chiedendo instancabilmente alla Madonna che gli facesse riavere la gamba ed ungendosi in continuazione con l'olio delle lampade accese davanti alla Madonna.
Dopo quasi due anni e mezzo tornò dai suoi genitori a Calanda, ad un centinaio di chilometri da Saragoza.
I genitori, poverissimi, gli prepararono un pagliericcio ai piedi del loro letto e per coprirsi usava il mantello del padre.
Il mantello era corto e lasciava scoperto il piede rimasto.
La mattina del 29 marzo 1640 sua madre, mentre stava attraversando la camera per andare nella cucina, vide che dal mantello sbucavano due piedi!!
Si gridò ovviamente al miracolo.
All'attaccatura era visibile il segno rosso dell'amputazione e, andati nel cimitero per dissotterrare l'arto, non lo si trovò.
Fu istituita una commissione molto severa (l'Inquisizione in quel periodo era al massimo della sua influenza) e messe a verbale una miriade di testimonianze.
L'anno dopo il cardinale di Saragoza ufficializzò il miracolo e lo stesso re di Spagna baciò l'arto riapparso.
Mario Girardello
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