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in eccesso, conduce alla superstizione e in difetto, alla irreligione.
Il primo comandamento comanda di assicurare ciò che a Dio spetta: Dio è Dio… chi è come Dio?
L’idolatria è tentazione alla fede perché vuole divinizzare ciò che non è Dio.
“Gli idoli delle genti sono argento ed oro, opera delle mani dell’uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono hanno narici e non odorano… Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida”
[Salmo 115, 4 - 5. 8]
La superstizione perverte la religione, (ne stravolge il “vero significato”);
la irreligione sfida Dio con parole o atti che profanano il senso religioso o non se ne prende cura affatto (ateismo, indifferenza religiosa, agnosticismo).
Tre figure bibliche ci aiutano a comprendere questo primo comandamento del decalogo: Mosè, Elia, Gesù di Nazareth (legge, profeti e il compimento di ogni rivelazione).
MOSE’:
Mosè disse a Dio: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io cosa risponderò loro?” .
Dio disse a Mosè: “IO SONO COLUI CHE SONO (YHWH)”.
Poi disse: “ Dirai agli Israeliti: IO-SONO MI HA MANDATO A VOI”.
Poi aggiunse a Mosè: “Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. [Esodo. 3, 13 - 15].
Testo centrale per la comprensione di Dio si può considerare il racconto del roveto ardente in Esodo cap. III in cui la rivelazione del nome di Dio fatta a Mosè getta le basi decisive del “modo di pensare Dio”, che da quel momento predomina in Israele.
Il testo racchiude la vocazione di Mosè e il suo dialogo.
Es.3,13-15. Yahwè , alla radicale hja = Essere.
DIO SI PRESENTA CON UN NOME NON FILOLOGICO MA TEOLOGICO.
Anche se questo presentarsi teologico risultava però, preso nell’aspetto filologico, più accattivante e piacente ai padri della Chiesa provenienti dalla filosofia greca; il nome biblico non va identificato con il concetto filosofico di Dio.
NOI SAPPIAMO CERTAMENTE CHE LA CONIAZIONE DEL NOME COMPLETO JAHWE’ ( pertanto impronunciabile per gli israeliti) È AVVENUTA SOLTANTO IN ISRAELE.
SAPPIAMO CHE È UN NOME TEOFORO ( come nell’impero Babilonese) CHE HA A CHE FARE CON DESINENZE CHE RIMANDANO A: “il mio”, “mio Dio” = DIO PERSONALE RIVOLTO ALL’UOMO.
HA A CHE FARE CON L’UOMO, CAPACE DI RELAZIONI PERSONALI.. (Israele fa un passaggio importante DALLA DIVINITA’ DI UN LUOGO, AL DIO DI PERSONE).
DIO VA PENSATO SUL PIANO IO > TU ( e non più in luoghi sacri).
IL DIO DI ISRAELE NON VIENE COLLOCATO LONTANO E NELL’ASSOLUTO DISPOTISMO.
È INVECE IL DIO VICINO CHE PUO’ ESSERE FONDAMENTALMENTE IL DIO DI CIASCUN UOMO.
IL DIO DEL ROVETO ARDENTE NON RIVELA LA SUA INTIMA ESSENZA (filosofico) MA COME DIO PER L’UOMO (relazione).
“IO SONO” SIGNIFICHEREBBE “IO SONO QUI, IO CI SONO PER VOI”.
IL DIO CHE È, AL CONTEMPO, COLUI CHE È CON NOI; NON È SOLO DIO IN SE’, MA È IL NOSTRO DIO.
PER ISRAELE, E COSI’ PER NOI, DIO È VICINO, DIO È PERSONALE.
Ed è proprio Lui che si rivela e dice di sé la sua UNICITA’ di fronte a tutto il resto che è nulla.
Ma questo unico e vero Dio non è, pur essendo un solo Dio, un Dio “solo” o “solitario”; Egli è relazione e vuole stare in relazione con noi.
È Dio vivo e unico che sta a noi vicino.
Mosè ci dice: Dio per te desidera che tu riconosca che tu sei per Lui; Lui solo adorerai e non avrai altro dio all’infuori di Lui.
ELIA:
1Re 18, 19-40
19 «Su, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul monte Carmelo insieme con i quattrocentocinquanta profeti di Baal e con i quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele».
20 Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo.
21 Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla.
22 Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta.
23 Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco.
24 Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
25 Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco».
26 Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all'altare che avevano eretto.
27 Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà».
28 Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue.
29 Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.
30 Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l'altare del Signore che era stato demolito.
31 Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome».
32 Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme.
33 Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna.
34 Quindi disse: «Riempite quattro brocche d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta.
35 L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì d'acqua.
36 Al momento dell'offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando.
37 Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!».
38 Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto.
39 A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».
40 Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.
Il profeta Elia ci insegna che IL SIGNORE è DIO… gli idoli sono muti perché non esistono: perciò adora il Signore Dio tuo!
Anche il nome di Elia rimane una rivelazione, Elia ha due significati importanti. Il primo ricorda l’unicità di Dio, Elia significa “Il Signore è Dio”; il secondo significato di Elia è “uomo di fuoco”: questo ci insegna con quale ardore e amore dobbiamo proclamare l’adorazione e unicità del Signore.
GESU’ DI NAZARETH:
Mt 4, 1 - 11 1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.
2 E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.
3 Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane”.
4 Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.
5 Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio
6 e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede”.
7 Gesù gli rispose: “Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo”.
8 Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:
9 “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai”.
10 Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto”.
11 Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.
IL MONDO CI PROPONE TRE ASSOLUTIZZAZIONI:
POTENZA (potere)
PANE (denaro)
PIACERE ( Eros)
FORZE CHE CERCANO DI AFFERMARSI COME ASSOLUTE.
POTENZA (potere): CREDO IN DIO. Egli ha rovesciato i potenti dai troni. DIO È POTENZA E PROTEZIONE.
La professione di fede "ESISTE UN SOLO DIO" non ha intenzione politica ed esclude l’arroganza del potere politico.
DIO È BALUARDO E PROTEZIONE. La sua esistenza, la nostra fede in lui ci svincola dai totalitarismi politici schiaccianti (vd. culto dell’imperatore—divinizzazione del potere).
PANE (denaro): adorazione del pane, attaccamento al contingente a ciò che passa…. Il pane è un bene, non un fine assoluto. Una società prassista che non ricerca il vero bene dell’uomo è solo affamata di pane (denaro), e vive solo per quello!!!
PIACERE (eros): contro l’idolatria del piacere dalla quale è venuta e viene tutt’ora una riduzione dell’uomo in schiavitù non minore di quella derivante dall’abuso del potere. (l’apostasia di Israele dalla fede è spesso rappresentata con l’immagine dell’adulterio e altre forme di piacere).
QUANDO L’UOMO SI SOTTRAE A DIO, LO AFFERRANO GLI DEI, COSI CHE NON CONSEGUE LA SUA VERA LIBERAZIONE SE NON LASCIANDOSI LIBERARE E SMETTENDOLA DI VOLERE FARE AFFIDAMENTO SU SE STESSO.
ANCHE AI NOSTRI TEMPI NON SONO SCOMPARSE LE POTENZE DA ESSI IMPERSONATE.
L’assolutizzazione del potere, del denaro, del piacere, minaccia anche noi non meno di quanto minacciasse gli uomini dell’antichità.
GESU’ CI INSEGNA A DIVENTARE PERFETTI ADORATORI DEL PADRE per sfuggire alla tirannia della triplice tentazione di idolatria e di ribellione a Dio e al suo Regno.
Gesù ci insegna ad obbedire a Dio solo, solo a lui si piega la nostra vita.
Il primo comandamento vieta anche ogni forma di divinazione, magia e stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte.
Queste pratiche (astrologia, chiromanzia, interpretazione di sorti e presagi, ricorso a medium) unite alle altre forme di superstizione e irreligione sono in contraddizione con l’onore e il rispetto che dobbiamo a Dio solo.
Occorre confessarsi con pentimento e cambiare vita dando a Dio il primato che ad Egli spetta.
Egli è il locomotore della nostra vita e con questo esempio forse un po’ banale esorto a lasciare a Dio il primo posto nella nostra vita perché solo lui la conduca poiché: Egli è Dio ieri, oggi, sempre!!!
Solo a Lui la lode, la Gloria e potenza nei secoli dei secoli, Amen!
Egli gridava a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l'ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra, il mare e le sorgenti delle acque». [Ap 14,7]
Ap 15,3-4 ... cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell'Agnello: «Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! Chi non temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo».
Ap 4,11 «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono».
Pace e Bene!!!
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