Pubblicità religiosa del 200 d.C.
Fede - Informazioni e consigli
lunedì 13 novembre 2006
Sulla lapidi c'era ancora il nome di Pietro e Paolo
 

Nel 200 d.C. il sacerdote Gaio, ad un gruppo di cristiani che volevano visitare Roma, assicurò che poteva mostrare loro reperti molto importanti per la loro Fede.



E diceva: "Posso mostrare i segni della vittoria, le tombe degli apostoli. Se camminate sulla collina Vaticana o sulla strada verso Ostia, trovate le tombe degli uomini che hanno fondato questa Chiesa".

Eusebio, vescovo di Cesarea nel 315, riporta che a quel tempo si poteva ancora leggere sulle rispettive tombe il nome di Pietro e di Paolo. 

 

Per quanto riguarda Pietro, egli fu sepolto in un cimitero che esisteva sulla collina Vaticana dopo la sua crocifissione nel circo di Nerone.

I romani erano molti rispettosi (superstiziosi) dei cimiteri in generale,  ed anche quello, peraltro in un luogo assai infelice (una scoscesa collinetta) rimase inviolato.

L'imperatore Costantino, attorno al 324,  decise di costruire la Basilica di san Pietro sul cimitero cristiano.  La zona venne livellata "sotterrando" di fatto le tombe ed i manufatti adiacenti.

La Basilica fu costruita facendo in modo che la tomba di Pietro rimanesse sulla verticale del centro della costruzione.

La tomba dell'apostolo rimase così intatta al suo posto.

 

Gli scavi fatti attraverso le Grotte Vaticane per rinvenire la tomba hanno evidenziato quanto si sapeva, ossia che sotto la basilica, oltre alla tomba di Pietro, ci sono ancora una serie di sepolcri inviolati ed un tempietto pagano.

 

 

Mario Girardello 

 

 

 


 

 



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