| Non rubare (1^ parte) |
| Fede - Via libera | ||||||||||||||||||||||||||
| mercoled 04 aprile 2007 | ||||||||||||||||||||||||||
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| _ | Informazioni | ___ |
| Produzione | New Software | |
| Copyright | teleAmore | |
| Regia | Mario Girardello | |
| Cast | Fra Simone Re Dionigi, Elisabetta Di Lauro (voce) | |
| Anno | 2007 | |
Lavatevi, purificatevi, togliete il male dalle vostre azioni, dalla mia vista.
Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova”
(Is. 1, 15 – 17)
In numerosi passi biblici troviamo la mano come simbolo dell’agire e del donare, per l’esecuzione di opere esteriori, la mano è l’organo più importante dell’uomo.
Eppure la parola che abbiamo ascoltato tratta dal libro del profeta Isaia annuncia una realtà inquietante attraverso un’immagine molto forte: MANI CHE GRONDANO SANGUE!
Il settimo comandamento proibisce il furto: prendere e usare ingiustamente i beni altrui costituisce peccato che, secondo la gravità dell’azione compiuta, le circostanze e le intenzioni richiede la confessione sacramentale.
Esige, inoltre, la riparazione per l’ingiustizia compiuta.
Un lavoro compiuto in modo onesto e con mani pure, che ha dato buon frutto ed è stato equamente retribuito, non può essere rovinato o rubato da altri con mani impure, sottraendo la fatica e il bene del lavoro altrui.
La giustizia commutativa, che regola secondo giustizia gli scambi e le relazioni tra simili, ESIGE LA RESTITUZIONE DI CIO’ CHE SI È RUBATO!
Gesù fa l’elogio di Zaccheo per il suo proposito: “Se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”(Lc 19,8)
NON RUBARE! (Dt 5,19)
e ricordati che: “Né ladri, né avari,…. né rapaci erediteranno il Regno di Dio” (1 Cor 6, 10)
Dice la Sacra Scrittura: “Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; il salario del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo” (Lv 19, 13 ).
Questo brano tratto dal Levitico ci insegna che il “giusto salario” è il frutto del legittimo lavoro.
Rifiutarlo o non darlo a tempo debito può rappresentare una grande ingiustizia.
( cfr. Giovanni Paolo II., lettera enciclica, “ Centesimus annus, n. 48)
Il datore di lavoro dovrà remunerare il lavoratore secondo gli accordi pattuiti ed i relativi contratti in vigore.
Chi lavora deve essere trattato come persona; non gli si deve sottrarre la dignità o sfruttarlo indebitamente per l’aumento dei “propri profitti”.
Il lavoratore dovrà agire con onestà e perizia, non considerando solo i suoi diritti ma anche quelli del datore di lavoro.
La produzione deve avere una ragionevole resa in base al tempo pagato.
Non è permesso sottrarre produzione, e quindi denaro, con un comportamento lassista, noncurante o di sfida.
Il lavoro onesto piace a Dio, il quale ci esorta a stare lontano da mentalità che spingono alla truffa.
Accade sovente che si rubi in modo occulto, con parvenza di legalità, mentre in realtà, attraverso bugie su prestazioni inesistenti o materiale non adeguato o maggiorato nel prezzo, ci si procura un guadagno illecito, ossia rubato.
"Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese; voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano?
e il sabato perché si possa smerciare il frumento, diminuendo le misure e aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali?
Venderemo anche lo scarto del grano...!”
(Amos 8, 4 – 5)
Perché questa puntualizzazione sul “lavoro”?
Perché spesso si ritiene il settimo comandamento come riferito solo ai grandi peccati, cioè ai furti e alle rapine dei quali si occupano le cronache.
NON RUBARE è riferito non solo ai grandi furti, ma anche all’azione e all’inclinazione di sottrarre ciò che è di altri.
Vale, quindi, per le piccole e per le grandi cose.
Immaginiamo ad esempio un furto stile “ghiaia e sabbia”. Ogni giorno si sottrae il poco, ma… NON SI FORMERA’ PIANO PIANO UNA MONTAGNA?
Ricapitolando, il 7° comandamento condanna:
il furto,
la ricettazione,
la frode nel commercio,
la distruzione della proprietà altrui,
il mancato pagamento dei propri debiti,
la mancata restituzione di cose trovate o prestate,
lo spreco del tempo per cui si è pagati,
la mancata retribuzione del tempo durante il quale si fa lavorare un altro,
l’appropriazione delle idee di un altro ecc…
Tutto ciò vale anche per i beni appartenenti alla collettività, o per i beni di cui non si conosce il proprietario. Appropriarsene comporta l’andare contro il settimo comandamento.
A seconda della gravità e delle circostanze è richiesta la confessione sacramentale e la riparazione concreta del danno perpetuato.
E... in caso di necessità è lecito rubare?
Nella moltitudine di esseri umani senza pane, senza tetto, senza fissa dimora, dobbiamo riconoscere “Lazzaro”, il mendicante affamato della parabola che invoca aiuto.
Come non sentire Gesù che ci dice: “…non l’avete fatto a me!”
NON CONDIVIDERE CON I POVERI, È DEFRAUDARLI E TOGLIERGLI LA VITA.
I beni della creazione sono destinati a tutto il genere umano.
Dio è Padre di ciascun uomo.
In caso di estrema necessità – (fin dall’antichità si riconosce come tale l’incombente pericolo di morte per la fame) – è permesso di impossessarsi, senza domandarlo, di un bene appartenente ad altri.
Questa appropriazione di beni è legittima quando, per gravi motivi, siano compromesse le condizioni fondamentali per la sopravvivenza (mangiare, bere, curarsi, vestirsi).
Il settimo comandamento, se osservato, permette una convivenza sociale basata sulla sincerità della parola e delle azioni.
Toglie, inoltre, il desiderio di possesso dei beni altrui e l’ansia per la difesa dei propri beni.
Il Signore vuole che i propri figli vivano nella pace e nel bene… e con questo augurio concludo questa meditazione.
A proposito….. LE TASSE VANNO PAGATE?
Gesù ha detto: “Date a Cesare quel che è di Cesare…”.
Naturalmente, starà ai vari “Cesare” convincere Dio di non aver mai imposto “tasse inique”, le quali possano avere costretto le persone a “rubare per sopravvivere”.
Pace e Bene!!!
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